La verità di “Only a Child”

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Cosa lega le parole pronunciate a Rio de Janeiro trent’anni fa da Severn Cullis-Suzuki di fronte ai potenti della Terra a un ragazzo cresciuto a Vacallo, oggi poco più che trentenne? Semplice. Il fatto che quelle parole ancora oggi attualissime sono al centro di un cortometraggio d’animazione di Simone Giampaolo, un giovane regista con una grande passione per la narrazione e l’animazione. Simone è l’autore di “Only a Child”. 

“Sono solo una bambina – ammise Severn in quel suo discorso fatto con il cuore in mano – e di certo non ho tutte le soluzioni, ma voglio che realizziate che neppure voi le avete. Voi non sapete come riparare i buchi creatisi nello strato di ozono. Non sapete come riportare indietro i salmoni in un fiume inquinato. Non sapete come far tornare una specie animale estinta. E non potete restituirci le foreste che una volta crescevano là dove ora c’è il deserto. Se non sapete come sistemare tutto ciò, smettete di distruggerlo.” 

Eravamo nel giugno del 1992 quando una ragazzina di appena dodici anni, in occasione del Summit della Terra, la prima conferenza mondiale sull’ambiente che si tenne a Rio de Janeiro, con le sue parole, diede una lezione ai leader del mondo. Lei era Severn Cullis-Suzuki. Una piccola Greta Thunberg già allora con le idee ben in chiaro. Parole più che mai attuali. E non molto diverse da quelle che oggi sono al centro dei discorsi dei giovani attivisti che si battono per il nostro Pianeta minacciato dalle conseguenze del surriscaldamento climatico globale.

Il messaggio di quel toccante e meraviglioso discorso sono tornate a riecheggiare nelle nostre menti grazie a un cortometraggio di Simone Giampaolo (cresciuto a Vacallo) che, forte della sua esperienza londinese, ha messo insieme una squadra di venti animatori svizzeri. Ognuno con la propria tecnica d’animazione ha restituito per immagini la potenza del messaggio della piccola Severn che, all’inizio degli anni Novanta cercò di smuovere le nostre coscienze, indicandoci la via.

Una strada rimasta però poco battuta. Ecco perché tornare a ribadire qual è la direzione, prendendo atto che in trent’anni non è cambiato nulla, se non in peggio, è oggi più che mai necessario. Simone Giampaolo lo ha fatto riunendo le tecniche d’animazione più disparate, da quella con la sabbia alla graphic computer 3D. Tutte insieme, per un unico obiettivo comune. A dimostrazione che, uniti, ce la si può fare. Non solo nell’arte. “Volevo che anche a livello visivo questo film fosse una metafora di molte persone differenti che si uniscono per comunicare un messaggio forte”, ha ribadito Simone. Chissà che almeno stavolta, chi siede nella stanza dei bottoni, non faccia di nuovo orecchie da mercante.

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