Lo sciopero della fame del “non patrizio”

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Lorenzo Quadri è di nuovo arrabbiato. Bon…c’è da chiedersi quando è stato il suo ultimo momento di serenità, probabilmente risale a quando era ancora attaccato all’ubertoso seno materno, sempre che mamma Quadri lo abbia allattato.

Nel Mattino di domenica 19 dicembre, se la prende ancora una volta coi gretini climatici, ovvero, a suo dire, coloro che starnazzano come pazzi per il riscaldamento climatico. Che lui ormai sia in solitaria come un navigatore oceanico nel continuare a negare ciò che l’universo mondo ormai si è rassegnato ad accettare, ci lascia un po’ affranti ma non particolarmente stupiti.

Segnatamente, il Quadri-pensiero, se così si può chiamare, si focalizza su un personaggio invero molto tenero e simpatico, di cui GAS ha parlato qualche tempo fa: Guillermo Fernandez.

Guillermo si era messo in testa di fare uno sciopero della fame, mica chiedendo la luna, ma solo che si indicesse un’assemblea federale straordinaria di formazione scientifica sulla crisi climatica per i parlamentari. (leggi qui sotto)

Insomma, non ha chiesto che tutti i parlamentari svizzeri andassero in giro in bicicletta nudi. Per Quadri, il Fernandez è un rappresentante odioso della peggior specie: non è patrizio, se è in piazza è di conseguenza in assistenza, ecc ecc:

“Lo scioperante in questione è (era) un padre 47enne residente in Romandia dal nome chiaramente “non patrizio”: Guillermo Fernandez. Visto che costui ha trascorso, secondo la stampa di regime, 39 giorni davanti a Palazzo federale, se ne deduce che non lavora, ma è a carico del contribuente.

Perché lo sciopero della fame? Fernandez voleva che la Svizzera prendesse decisioni coraggiose (?), naturalmente sul clima, per “garantire il futuro dei nostri figli”, ed invocava la road map del Cop26 di Glasgow.”

Fa un po’ male che per Quadri qualsiasi persona non si chiami Quadri sia una specie di feccia ambulante indegna di esistere. Un vero peccato, visto che i Locascio, i Fernandez, i Bancic, i Da Silva fanno ormai parte da decenni del nostro tessuto sociale. Accanirsi contro di loro è come accanirsi contro il riscaldamento climatico, non denota grande lungimiranza né intelligenza. Una cosa che può risultare imbarazzante anche per molti leghisti,che non possono vantare, come Quadri, un pedigree ariano di 12 generazioni.

“Lo sciopero della fame del signore “non patrizio” è finito dopo 39 giorni. E questo perché? Perché la scorsa settimana la presidenta del Consiglio nazionale, la Verde (!) Irène Kälin (…) ha avuto la bella idea di inventarsi che il 2 maggio 2022 l’Accademia svizzera di scienze naturali ed i deputati federali si riuniranno in una giornata di studio (uella!) per discutere delle ultime ricerche sul clima.

Punto primo: alla presunta giornata di studio ci andrà la Kälin che evidentemente non ha altro da fare. Al contrario di troppi soldatini ro$$overdi, che fanno gli studenti a vita ed i parlamentari di professione, altri membri dell’assemblea federale un lavoro ce l’hanno.”

Qui la comicità di quadri è fantastica. Roba da far impallidire mostri sacri come Totò o Coluche. Queste frasi, dette da uno che non ha lavorato un solo giorno in vita sua e che fa da 30 anni il mantenuto con i soldi statali che gli vengono elargiti come rappresentante della Lega dei ticinesi, ci lascia veramente con un sorriso da 48 denti e lo sguardo di un lemure colpito dai fari di una corriera.

Resta il mistero su a quale categoria il Quadri è cosciente di appartenere: ai parlamentari di professione o a quelli che hanno un lavoro? Il lavoro quale sarebbe? Il direttore del Mattino? (ah ah ah!). Un giornale asfittico che ormai giace non letto nelle cassette e agonizza da anni?

Vabbé, in questo periodo siamo tutti più buoni, auguriamo a Lorenzo di ritrovare sotto l’albero, dopo tanto tempo, il suoi cervello. Siamo certi che Babbo Natale, che è un ro$$o pure lui, gli farà questa gentilezza.

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