McDonald’s raziona le patatine

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“Siamo fritti”, volendo potrebbe essere questo il commento più appropriato alla notizia data dalla BBC. In Giappone, da McDonald’s, a causa della pandemia e delle inondazioni, le patatine fritte saranno razionate. I clienti, fino a fine anno, potranno acquistare solo porzioni piccole. Certo, la cosa potrebbe anche tornare a vantaggio della salute di chi si nutre solo a suon di hamburger e french fries, ma non è esattamente questo il punto. Ciò che dovrebbe farci riflette è piuttosto la ragione per cui la più grande azienda di fast food a livello globale è stata costretta a fare questa mossa, vale a dire la mancanza di patate.

Del rischio di ritrovarsi senza patate, noi di GAS, ne avevamo già scritto qualche tempo fa, immaginando le cause e gli scenari che avrebbero potuto verificarsi di fronte all’assenza di un alimento principe della nostra dieta proprio come lo è la patata. Mai però avremmo pensato a un razionamento delle patatine fritte e per di più da parte di un colosso come McDonald’s. Alla base della decisione presa la mancanza di materia prima, causata da due diversi fattori che non hanno però nulla a che vedere con la scarsa produzione, sebbene nei prossimi anni questa eventualità potrebbe verificarsi a causa del surriscaldamento climatico.  

In questo caso, da una parte c’è la pandemia e i contraccolpi che questa ha avuto sulla logistica a livello globale, dall’altra le forti inondazioni su che hanno interessato il porto di Vancouver, in Canada, da dove partono le patate che riforniscono la succursale giapponese. Ecco spiegato perché McDonald’s Japan nei giorni scorsi ha comunicato ufficialmente che fino al 31 dicembre limiterà la vendita di patatine fritte. Le porzioni a disposizione non saranno più medie, né grandi, ma soltanto piccole. Del resto, a causa del Covid, buona parte della fornitura di materie prime è andata in tilt, con ritardi, penurie e rincaro dei prezzi. 

Un esempio su tutti? La carta si paga ormai a peso d’oro, al punto che i giornali riducono le pagine e la pubblicazione dei libri viene posticipata. La merce, se arriva, in molti casi arriva a singhiozzo. Un segno di come in un modo ormai globalizzato e interdipendente basta davvero poco affinché uno degli ingranaggi s’inceppi a scapito dell’intero sistema. Le nostre economie sono giganti dai piedi d’argilla. Viviamo appesi a un filo. In bilico su di un fragile equilibrio. E francamente non è neppure la prima volta che McDonald’s si trova a dover affrontare una situazione del genere. Nel 2014 le importazioni di patate si erano bloccate a causa di una protesta dei lavoratori negli Stati Uniti e anche in quel caso, in Giappone, si era deciso di vendere solo le porzioni più piccole di patatine fritte.

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