Meglio McDonald che Suter!

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Suter, il simpatico capo degli esercenti ticinesi, che ha la stessa credibilità di Cetto Laqualunque, PLR recentemente rigommato UDC (auguri agli amici democentristi) ci serve un piatto di presa per il sedere al sugo.

Quello che fino a ieri era un rompiballe che ce l’aveva col Governo, con le restrizioni, contro il Covid pass eccetera, oggi sembra schierato, come se niente fosse, completamente dall’altra parte.

Scriveva il biondo e vichingo Suter solo l’agosto scorso:

“Sono contrario al modo di agire dei nostri ‘‘dittatori’’ democraticamente eletti che, per indurle a vaccinarsi, privano le persone della loro libertà individuale e del piacere di andare al ristorante e a vedere una partita di hockey” (leggi qui)

E in pieno furore bellico, novello Orlando furioso in fricassea, si buttava lancia in resta contro i dittatori, millantando ribellioni al sugo e rivolte in crosta di sfoglia:

“Potrei essere quello che, qualora l’obbligo venisse introdotto, aprirà il ristorante solo ai non vaccinati”.

In aprile, sempre la stessa solfa. Sutter, Che Guevara dei fornelli dedito alla sua clientela come il rivoluzionario argentino al popolo, esprimeva con queste drammatiche parole il suo dissenso:

“I clienti sono stufi. Sta fermentando una piccola rivolta civile nei confronti di queste regole assurde, applicate praticamente solo alla ristorazione. Non biasimo nemmeno il ristoratore. È un messaggio chiaro da parte della popolazione nei confronti del mondo politico e scientifico, che continua imperterrito a martellare il nostro settore con misure e divieti”. (leggi qui sotto)

In settembre, Suter faceva addirittura il negazionista, asserendo che non ci fosse nessuno studio che certificasse che i ristoranti fossero potenziali focolai di covid.

“Non esiste nessuna prova scientifica che la ristorazione sia un luogo di contagio. Nulla che giustifichi tutte queste misure restrittive che abbiamo dovuto subire negli ultimi due anni”.

Naturalmente Suter è smentito, tra gli altri, da uno studio di Nature, che tracciando gli spostamenti dei cellulari di poco meno di 100 milioni di persone ha verificato che i posti più a rischio sono proprio ristoranti, palestre, bar e hotel. Ma andiamo oltre. 

Oggi, il presidente di GastroTicino, rinnega sé stesso, come se fosse un’altra persona. Il suo furore anti pass e anti Stato si trasforma in collera anti no-vax e sbraita volitivo:

“Per una volta la Svizzera faccia da ariete e prenda decisioni chiare”. (che poi quando lo faceva lui la criticava)

“Mi sono vaccinato per proteggere me stesso, chi mi sta vicino e per difendere l’azienda per cui lavoro. Ora la situazione è cambiata e così anche il mio pensiero”

Cambio repentino di pensiero, al punto da condividere li dubbi de lmedico cantonale Giorgio Merlani, roba da delirio.

E il presidentissimo dei ristoratori si spinge oltre, sprezzante del ridicolo come una bavarese alle fragole e mayonnaise, chiedendo la vaccinazione obbligatoria per il personale della ristorazione, che secondo Suter è: 

“Sicuramente una se non l’unica via percorribile” 

Cosa cavolo sia cambiato, lo sa solo lui, che con grande faccia da soufflé, candidamente ci propina un piatto totalmente diverso rispetto a solo qualche mese fa. E non è che prima Suter avesse qualche dubbietto. Era proprio uno di quelli che sputavano sentenze sulle autorità e sul Covid pass. 

C’è da dire che per quanto riguarda le pagliacciate, Suter si trova in buona compagnia con la “minoranza” UDC, quella che ha perso le votazioni sulla legge covid e ora starnazza dicendo che anche le minoranze hanno le loro ragioni. Ragioni, che vengono evocate solo quando la minoranza sono loro e una banda di squinternati no vax e no pass il cui voto fa gola.

E quelli che ieri erano perfidi dittatori, ora sono pavidi attendisti. Ma davvero volete andare a mangiare da uno così? Uno che un giorno vi serve un piatto vegano e il giorno dopo ci sputa dentro perché sono meglio le braciole al sangue? Meglio un panino da McDonald allora!

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