Mi spiegate dove sbaglio?

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Poco fa ho saputo che un altro conoscente è morto di Covid. Giovane. 63. È l’ottavo. No vax convinto, ahimè. Ma non c’entra con ciò di cui voglio parlare.

Se non che mi è venuto da pensare una cosa. Queste convinzioni oltre ogni ragionevolezza, assomigliano molto a una forma di religione. Magari distorta. Ma questo credere a occhi chiusi a una teoria senza prove concrete è molto simile alla fede. E scusate se questo vi suona blasfemo. Ma siamo solo all’inizio.

I novax che si lasciano morire, per me da un lato meritano rispetto. Dare la vita per una propria convinzione, quale che sia,  non è da tutti. 

Potremmo chiamarli martiri, se non fosse che questa parola ha tutt’oggi, per me misteriosamente, una connotazione positiva. 

Cioè: a voi farsi sbranare da un leone pur di non rinnegare dio sembra una buona idea? A me no. Anche perché -stando ai dettami cristiani- la vita è il valore assoluto (e su questo concordo). Quindi io rinnegherei qualsiasi cosa per salvare la pelle. E francamente dio manco starebbe nella top ten dei rinneghi più difficili. Quindi dall’altro, di lato, dare la vita per una convinzione è un po’ (tanto) da fessi.

Ma allora, al di là del Covid e del vaccino, per cosa ha senso dare la vita? Per quel che mi riguarda solo per un’altra vita, di maggior valore, o che ami di più. Ad esempio mia figlia. Oppure per salvare un numero maggiore di vite: tipo io muoio ma ne salvo dieci. 

Sicuramente non per dio, patria, potere o denaro. E manco per la libertà (vera o presunta, come quella adesso tanto di moda). 

Ecco. A me tutto questo pare logico, lineare, fin scontato. Ma allora mi spiegate dove sbaglio?

Perché sbagliare, sbaglio per forza. Altrimenti guerre non ce ne sarebbero. O no?

Gino Ceschina

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