Montemurlo e l’abete di Hitler

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Non è una ragazzata da liquidare con il solito disinvolto ” Evabbè” né tanto meno una veniale minchionata: a Montemurlo, centro che si ritrova a metà strada tra Prato e Pistoia in Toscana, pericolosi ignoti non solamente idioti, hanno nottetempo appeso all’albero di Natale, di fronte al municipio, una dozzina di indigeste e provocatorie palle di ispirazione nazista, riportanti l’immagine di Adolf Hitler, inscritta in un cuore rosso.

Il sindaco Simone Calamai ha espresso attraverso il profilo Facebook la sua indignazione e il suo scorticato disappunto: 

“Si tratta di un episodio gravissimo che offende i valori su cui è nata la nostra Repubblica e la nostra democrazia. Non parliamo di una bravata perché utilizzare il volto di Hitler come decorazione per un simbolo del Natale è una offesa per tutta la nostra comunità”.

Montemurlo, disteso ai margini di una piana metropolitana che respira ancora l’aria dell’Appennino tosco-emiliano, è attraversato da una miriade di piccoli corsi d’acqua dai nomi strampalati: il Meldancione, lo Stegale e il Ficarello ma i margini della divertita fantasia si smarriscono pensando a questa terra di partigiani, epicentro della strenua Resistenza del pratese, fiaccata ma non stroncata dalla tracotanza della occupazione tedesca e dalle vampate del nazifascismo.

L’episodio che induce alla doverosa analisi degli strafottenti rigurgiti di un tragico passato – riproposto attraverso la bricconata dei putrescenti ereditieri delle nostalgiche vicende che capovolsero il buon senso del mondo –  enfatizza “un gesto che oltraggia tutti coloro che sono morti per i valori della libertà e della pace, battendosi per regalarci la Costituzione dei sacrosanti principi della giustezza”

Mentre le indagini della polizia dovrebbero a breve portare all’individuazione degli eiettabili responsabili, si ripropone una ampia riflessione su certi ritorni di fiamma: quale può essere la compatibile linea di demarcazione  fra una manifestazione di fanatismo da infantilismo nostalgico e la effettiva riproposta di un tracotante richiamo allo sfregio al dolore – incommensurabile e indelebile- di chi ha sofferto l’infamia dell’antisemitismo, dell’asservimento assoluto al Fuhrer e di una società gerarchica, militarmente organizzata sui presupposti della segregazione razziale?

Ecco perché le palle con il volto di Hitler hanno massacrato il significato dell’albero di Natale, ben lungi da una notificazione di frivolezza, di bravata beota e di stolido scompiglio. Dalla notizia dappoco si è passati alla sagra dei gaglioffi che hanno goduto nel riproporre l’idea del male assoluto attraverso la trama dell’ornamento delle pagine più buie e inenarrabili della storia dell’umanità, della follia collettiva  concimata da malate radici storiche e da rancide basi ideologiche, dello sterminio di 6 milioni di ebrei e di nemici politici e di persone di varie etnie e di fragili disabili e omosessuali.

La gente di Montemurlo non meritava di certo questo puzzolente fiotto di addobbi perlinati di propaganda nazista , arruffata nella candida matassa del Natale , nel corso di una nottata dove le stelle avrebbero potuto illuminare uno scenario animato dalla brava gente che non fa notizia per docile e virtuosa pudicizia. 

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