Natale liscio o gassato?

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Archiviati cenoni di Natale e lo spacchettamento dei regali eccoci qui a parlare ancora di attualità, fra teatrini dei pupi siciliani (di sinistra), virologi canterini e… videogiochi made in Ticino. E voi l’attualità come la preferite, liscia o gassata?

Vengono a galla vendite di green pass per no vax che vogliono andare a ballare o al cinema. Succede un po’ in tutta la Svizzera. Una domanda sorge spontanea: perché bisogna pagare per qualche cosa che si può avere gratis? 

I virologi sono ormai le nuove stelle dei media. In Italia tre di loro (Pregliasco, Bassetti e Cristante) si sono prestati a un gioco da avanspettacolo di bassissimo livello. Durante una trasmissione radiofonica della RAI hanno letteralmente stonato e storpiato Jingle Bells con parole adattate che dicevano: “Sì Vax, sì vax, si vax”. Siamo certi naturalmente che tutti e tre siano seri e bravi nel loro mestiere, ma se qualcuno aveva qualche intenzione di vaccinarsi, dopo questa prestazione l’ha subito messa da parte. Immaginate Christian Garzoni, Enos Bernasconi e Andreas Cerny cantare “Tu scendi dalle spalle, o re del sier e vieni in un container al freddo e al gelo.” 

Le elezioni cantonali ticinesi sembrano lontane (aprile 2023), ma manca solo (si fa per dire) un anno alla presentazione delle liste. In due giorni la sinistra ha già messo tutto in chiaro: sarà come il teatro dei pupi siciliani, un colpo tira l’altro. Greta Gysin (Verde) ha detto che forse, magari, chissà potrebbe pensare al Consiglio di Stato. Tempo un’ora Amalia (lungi)Mirante le ha dato l’altolà con  un post su Facebook (social media obligent): “Giù le mani dal seggio socialista.” Segue intervista di Manuele Bertoli che dice: “Ho detto che me ne sarei andato, ma magari potrei anche candidarmi ancora.” Nel frattempo abbiamo saputo che anche Marina Carobbio e Pelin Kandemir Bordoli ci stanno pensando. Avanti, c’è posto.

La nuova frontiera dello sviluppo tecnologico ticinese sarà il “gaming”, l’industria dei videogiochi. È il convincimento del presidente del PLR Speziali. È giovane, si farà, hanno commentato i vecchi leoni liberale. Ecco intanto un paio di idee per videogiochi made in Ticino. “Consegna e taci”, sponsorizzato da Divoora. Un cattivo sindacalista cerca di sobillare i giovani rider, il proprietario dell’azienda deve scoprire il cattivo tra i cartoni delle pizze e trasformarlo in una quattro stagioni da consegnare in sette minuti a Chiasso, partendo da Lugano, nell’ora di punta. È concessa una sosta a Mendrisio per utilizzare la toilette della stazione. “TiSimcity”. In un universo distopico, il giocatore deve costruire una nuova società, partendo dall’idea che il salario minimo è proibito e che meno paghi i lavoratori, più in fretta producono. Ogni riferimento a fatti realmente accaduti è puramente casuale.

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