Un bel beverone energetico radioattivo

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Se pensavate che, i no vax che si facevano i clisteri con la candeggina o si prendevano il vermifugo per cavalli fossero dei fessi, avevate ragione. Nella storia però, la fessitudine non ha avuto mai frontiere e non è la prima volta che si fanno cose idiote lasciandoci pure le penne, con la convinzione che i nostri atti portino ad un miglioramento della salute, se non alla guarigione.

Guarire però assumendo beveroni radioattivi è un po’ difficile. Eppure c’era gente che tempo fa, al posto della Red Bull beveva il Radithor, un nome una garanzia.

Siamo agli inizi del ‘900. A fine ‘800, Marie Curie aveva iniziato i primi studi sulla radioattività. A lei dobbiamo importanti nozioni sui metalli radioattivi come il radio o il polonio, metalli che la portarono alla tomba, appunto.

Ma il Radithor e altri suoi amichetti similari, venivano venduti come rimedi praticamente universali: elisir contro l’affaticamento, cura contro l’impotenza e …ah ah ah! Come rimedio contro l’insorgere dei tumori.

È come se uno ti dicesse di bere arsenico per guarire dalla morte.

Inutile dire che il Radithor, invece di farti passare notti folli in preda ad una virilità ritrovata, ti portava alla tomba come la povera Marie Curie.

Radithor era probabilmente il prodotto più famoso all’epoca nella sua categoria. La dabbenaggine e l’ignoranza sugli effetti dei metalli radioattivi, sarebbero arrivati dopo, nel frattempo, l’acqua distillata contenente radio e torio, veniva venduta in bottigliette da 60 ml contenenti almeno un microcurie di sostanze radioattive.

Purtroppo non ci sono studi su quanto male abbia fatto il beverone radioattivo che, per assurdo, rimase in vendita dal 1918 al 1928. Una nota maligna mi fa dire che siccome era una bevanda costosa, era alla portata solo dei ricchi. Per una volta a fare le spese di un veleno istituzionalizzato non è stata la povera gente.

Emblematica vittima del Radithor, fu Eben Byers, ricco industriale americano che credeva così, come spiegava l’azienda produttrice di Radithor, ( la Bailey Radium Laboratories di East Orange, New Jersey) di essere più energico e di essere immune, tra le altre, ad anoressia, isteria e insonnia. L’insonnia comunque te la curava di sicuro, portandoti alla tomba.

Byers si ferì a un braccio e quel genio del suo medico gli prescrisse il Radithor per facilitare la guarigione. Il povero Byers, entusiasta, si tracannò tre bottigliette di Radithor al giorno per due anni. Non pago ed entusiasta dell’elisir, ne mandò pure a soci in affari e amici come omaggio, ma non solo, lo somministrò pure ai suoi cavalli da corsa ( che probabilmente di notte facevano fosforescenza nelle stalle).

Il povero Byers si rese conto che qualcosa non andava quando cominciò a perdere i denti. Secondo la testimonianza di un avvocato, Byers nel 1931 aveva perso tutta la mandibola e il mento a causa dell’avvelenamento da radio e aveva solo due denti che spuntavano da un frammento d’osso sotto il naso, aveva inoltre ulcerazioni esposte sul cranio che facevano addirittura intravvedere il cervello.

“Anche se mentalmente vigile, non riusciva a parlare. La sua testa era fasciata di bende. Aveva subito due operazioni successive in cui tutta la sua mascella superiore, ad eccezione di due denti anteriori, e la maggior parte della sua mandibola era stata rimossa. Tutto il tessuto osseo rimanente del suo corpo si stava lentamente disintegrando, e gli si stavano formando dei buchi nel cranio”.

Scriveva appunto l’avvocato Robert Hiner Winn, descrivendo le condizioni del povero Byers.

Byers venne seppellito nel 1932 in una bara di piombo, dove è sigillato ancora oggi. Ecco dove si va a finire quando si bevono porcherie che non si sa nemmeno da dove provengono. Noi pensiamo di essere più furbi, eppure abbiamo fumato per decenni convinti che fosse figo mentre i polmoni ci andavano in pappa. 

Forse non siamo tanto più svegli di Byers, basti appunto pensare a quel tizio che è morto facendosi clisteri di candeggina convinto di non prendersi il covid…

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