Un Ticino pieno di falsi ticinesi

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Qui c’è da fare un po’ d’ordine. Recentemente mi capita l’occhio sul post di una pagina Facebook. Un manipolo di coraggiosi UDC-leghisti (e chi se no), vara l’ennesima pagina: “Il vero ticinese II”

Insomma, il vero ticinese: la vendetta. Chiedere un po’ di politically correct a questi è puro delirio, ci sono anche le donne, ma chissenefrega. Il ticinese è uno, vero e maschio. E anche se appare la graziosa Lorena Canonica (patrizia di Capriasca ma il nome è presente anche nel bolognese) delicata cerbiatta tra gli orsacchiottoni, nulla si concede al mondo femminile.

Nelle specifiche della pagina ci si può divertire. L’incipit è lapidario:

IL NOSTRO GRUPPO FACEBOOK “IL VERO TICINESE II” (nr.2.0) È DI DESTRA (alla fine frase compare la bandierina svizzera)

Così si eliminano simpatizzanti di sinistra che potevano equivocare, inoltre spiegano ai coltelli meno affilati del cassetto che “II” vuol dire “2”. Poi parte una graziosa filippica su litigi pregressi di cui siamo all’oscuro e di cui non ci frega un cappero:

Gruppo nato nella primavera del 2017 ed archiviato (eliminato) per ripicca infantile, inutile gelosia e pura cattiveria dal vecchio amministratore F.L. al 30.07.2021. Rifondato da Aldo Vanina al 31.07.2021.

Per tutti i NUOVI MEMBRI che vogliono entrare, è obbligatorio rispondere CORRETTAMENTE alle nostre 3 DOMANDE trabocchetto d’iscrizione ed accettare le nostre 3 regole fondamentali, altrimenti sarete scartati e non sarete accettati. I trasgressori ed i maleducati saranno rimossi .

Le tre domande trabocchetto fanno in effetti diventare il sangue gelatina. E mi chiedo: sarei in grado di essere abbastanza astuto da evitare il tranello machiavellico degli udcleghisti? Cosa mi chiederanno. Marx è un filosofo tedesco o la marca di uno snack proteico per sportivi? Incontri Mussolini, che fai? Gli gridi”bella zio!” o fai il saluto romano?

Sono entrato per pura curiosità. Se sei un vero ticinese (e per onestà non vai a vedere su internet) devi sapere: 

1)Chi ha bloccato il ponte diga di Melide nel 1991? (aiutino, non sono state le truppe napoleoniche) 

2)Nome, cognome e anno del primo consigliere federale ticinese a Berna?

3)Anno di costituzione della repubblica e cantone Ticino?

Ma chi decide se loro sono veri ticinesi? Cos’è che decide se sono ticinese o no? Il nome? Beh, io sono un Mordasini, patrizio di Onsernone con albero genealogico che risale alla fine del ‘400. Non sono nel truppone dei simpatici e panciuti boscaioli di cui sopra. Sono meno ticinese? Boh. Parlo dialetto, mangio polenta, amo la mia valle ma non voto né UDC né lega. Anzi.

Ma loro sono veri e io no. Allo stesso modo, mi viene da pensare che nemmeno Raoul Ghisletta o Marina Carobbio, anche loro nomi endemici e presenti nei patriziati ticinesi, siano veri ticinesi. Ma ne sto facendo una questione politica e non è mica tanto giusto.

Stessa cosa era avvenuta recentemente, quando per la votazione del Polo sportivo luganese, dove hanno prevalso i “sì”, si è detto che chi aveva votato “no” non era un vero luganese. Allora è una votazione, vinta da chi ritiene di essere un vero luganese, che sancisce se gli altri sono falsi? E se alla prossima tu che ieri hai vinto finisci in minoranza, diventi di botto un falso luganese?

Diciamolo chiaramente, questa dei veri svizzeri, dei veri ticinesi, dei veri luganesi, è una fesseria da quarta asilo. Chi ha bisogno di ribadire le proprie radici ad altra gente che quelle radici le condivide è un poverino che ha ben poche certezze. Se sai chi sei, sei saldo nelle tue convinzioni, non hai paura che ti rubino la sedia da sotto il sedere, non hai bisogno di avvisare l’universo mondo che esisti. Questi qua sono come quelli che hanno passato la vita a dire: guarda come sono bello, come sono intelligente, come sono furbo…con la certezza nell’anima, che forse così guappi non erano. 

Alla fine la pagina è caruccia. Parlano di pettirossi, augurano buona domenica, scrivono di quanto è caro il caffè al bar o di quanto è bella la patrouille suisse. Insomma, una pagina di destra all’acqua di rose. 

Se poi i duemila aderenti (un po’ assenti a dire il vero) siano tutti ticinesi, non ci metterei la mano sul fuoco. Tra le domande forse andava richiesto anche qualche certificato d’origine con tanto di pedigree se no si rischia di intorbidare in partenza una pagina di così adamantina purezza rossoblù! 

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