Come mamma ci ha fatti

Pubblicità

Di

Per ragioni tutto sommato abbastanza ovvie, non capita spesso di girare nudi per la città o starsene nudi a chiacchierare in compagnia di amici e conoscenti. Alcuni ricercatori del “Journal of Sex Research”, una pubblicazione accademica legata allo studio della sessualità e psicologia umana, aggiungerebbero un “purtroppo” alla prima frase. 

Un esperimento svolto in febbraio ha raccolto una serie di volontari, divisi in due gruppi e ignoranti riguardo a cosa gli sarebbe stato chiesto di fare. Al primo gruppo venne chiesto di passare del tempo assieme in un lounge “godendo della compagnia degli altri partecipanti”. Al secondo gruppo è stata detta esattamente la stessa cosa, ma con una condizione: avrebbero dovuto essere completamente nudi. 

Lo studio del nudismo come pratica non era particolarmente avanzato. I benefici o presunti tali del nudismo si collocavano tendenzialmente nella sfera della pseudoscienza; panzane sulla possibilità di “essere più vicini alla terra” o su metodi esoterico-religiosi per avvicinarsi a dio. Dal punto di vista accademico non vi erano molti riscontri, nonostante si speculasse che ci fosse del valore nella pratica per quanto concerne autostima e simili. 

L’esperimento, svolto con un campione di 24 uomini e 27 donne, si è tenuto in Inghilterra. Ai partecipanti era già stata paventata la possibilità di doversi denudare per l’esperimento, erano stati rassicurati di potersene andare quando volessero e – una volta scoperte le carte – che ogni comportamento inappropriato non sarebbe stato tollerato. 

Durante lo svolgimento non si sono notate particolari differenze nel modo in cui le persone si relazionavano nei diversi gruppi (salvo un consumo di vino leggermente più alto nel gruppo nudista), ma i veri risultati erano attesi per la batteria di test che i partecipanti avrebbero compilato in seguito.

Sorprendentemente, i risultati sono stati sufficientemente notevoli da attirare appunto l’attenzione del Journal of Sex Research. Le domande erano incentrate sul concetto di “ansia sociale fisica”, ovvero i timori e dubbi che ogni persona ha riguardo al suo corpo e a come viene visto da altre persone – ma anche il modo in cui vediamo e “critichiamo” mentalmente i corpi altrui. 

Il gruppo nudista (ricordiamo, selezionato casualmente tra i partecipanti) ha riportato di sentirsi molto più a suo agio di quanto non si aspettassero. Valutazioni psicologiche seguenti hanno mostrato inoltre che l’esperienza aveva reso i partecipanti nudisti meno preoccupati del loro corpo, ma anche meno preoccupati di quelli altrui. Di contro canto, il gruppo che ha svolto l’esperimento con i vestiti addosso ha riportato di sentirsi più ansioso e di aver pensato più spesso all’aspetto degli altri. I ricercatori parlano in particolare dell’atto mentale di “valutare” la fisionomia altrui come migliore o peggiore della propria; si tratta di un processo mentale naturale, ma come tante cose che fa il nostro cervello non è esattamente produttivo. Anche qui, i partecipanti nudi riportano di essersi posti questa domanda molto meno rispetto all’altro gruppo. In poche parole, coloro che si erano denudati sono usciti dall’esperienza con più autostima e con un’immagine più positiva del proprio corpo. 

Le ragioni di questo fenomeno non sono chiarissime. Alcune ipotesi avanzate dai ricercatori parlano ad esempio dell’effetto snellente (o meno) che vestiti, trucco e accessori possono avere. Questo creerebbe una sorta di “incertezza” che porta le persone ad essere più in guardia e quindi più ansiose. Un’altra sostiene che la vulnerabilità associata all’essere nudi si sposi bene con un contesto sicuro e amichevole, rendendo più facile “rilassarsi” e abbandonarsi all’attività sociale. 

Questa scoperta non rivoluzionerà certo la nostra società, ma, casomai servisse, si sappia che starsene nudi non solo non fa male, fa pure bene.

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

NO,GRAZIE!