È giusta la sperimentazione animale?

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Il 13 febbraio voteremo anche una legge che chiede di impedire la sperimentazione animale in Svizzera. Un problema non solo legato alla sofferenza dell’animale ma un quesito profondamente etico. 

In un mondo ideale non mangeremmo carne e non uccideremmo degli animali. In un mondo ideale proteggeremmo la natura e le creature che ci accompagnano in questo viaggio nel cosmo, in quanto facenti parte di quell’incredibile biomassa che la ricopre. In un modo ideale, non dovremmo testare dei farmaci su animali per permettere a degli esseri umani di vivere.

E visto il disastro che stiamo facendo al pianeta, non meriteremmo nemmeno che degli animali si sacrifichino per noi. Purtroppo la cosa cambia quando a dover ricevere cure in base a farmaci sperimentali o sperimentati sono dei nostri congiunti. Totalmente demenziale è invece testare cosmetici su animali, il sapone di Marsiglia (umile consiglio) lava e deterge quasi tutto e costa un decimo di qualsiasi altro prodotto, non parliamo poi di creme e cremine. Ma anche qui la legge ha già fatto il suo corso, dal 2015 è in vigore, in seguito a una proposta di Maya Garf dei verdi, una legge che vieta di sperimentare sugli animali cosmetici e prodotti per la pulizia e la casa analogo a quello vigente nell’UE.

È comunque ovvio che ognuno di noi, se dovesse scegliere tra la vita del figlio o quella di un cane, sceglierebbe di salvare il primo, anche se il quesito, così espresso è mal posto. Ed è questa la maggiore paura dei contrari, che non sono necessariamente nemici del mondo animale: la paura che la mancanza di possibilità di testare su animali, blocchi in qualche modo la ricerca che possa salvare vite umane.

È giusto e necessario che la ricerca svizzera debba far capo ad animali per poter proseguire il suo lavoro? E, in seconda battuta, se non potesse farlo, dovrebbe far capo all’estero? Dove magari le regole sono meno restrittive che in Svizzera? È una domanda che ha senso. Per essere onesti, la legge Svizzera in materia è molto severa.

La Svizzera dispone di una delle più ampie legislazioni sulla protezione degli animali a livello mondiale. La sperimentazione animale è disciplinata da norme molto rigide: ogni singolo esperimento richiesto viene esaminato dalla Commissione cantonale per gli esperimenti sugli animali. I ricercatori devono dimostrare che l’utilità per la società è maggiore rispetto alla sofferenza degli animali (ponderazione degli interessi).

Eppure, nonostante una sensibile diminuzione degli esperimenti negli ultimi 6 anni (-18%), sono ancora centinaia di migliaia gli animali (in gran parte topi: il 62%) che vengono utilizzati. C’è da dire che una buona metà degli esperimenti, soprattutto quelli basati sull’osservazione o su interventi di bassa entità, non creano praticamente sofferenza nell’animale. 

Io non amo veder soffrire un animale, ovvio, a meno che uno non sia un potenziale serial killer, la sofferenza di un altro essere vivente provoca disagio, paura, sconforto. 

Ed eticamente, mi verrebbe da dire che questi esperimenti dovrebbero cessare. D’altra parte, l’idea che in futuro, con tecnologie maggiori e maggiori conoscenze potremo fare a meno di questa sperimentazione, mi fa credere che evitare di far soffrire inutilmente centinaia di migliaia di bestioline sia possibile. Forse lo sarà a breve, non so e non ho le conoscenze per capire se sia possibile oggi.

Ho però la consapevolezza che la direzione sia questa e che sia giusto continuare a fare pressione sul settore pre ridurre al minimo il dolore e la morte inutile di tanti esseri viventi. Un giorno saremo forse migliori e più etici: non mangeremo più carne, proteggeremo seriamente il pianeta e non dovremo più scegliere tra la nostra vita e quella di un cane. Oggi siamo deboli, egoisti e impauriti e difficilmente saremo in grado di evolvere in breve, in una condizione ideale, che tuteli noi e anche ciò che ci circonda. 

Penso comunque che voterò di Si al divieto di sperimentazione animale. Perché ho fiducia nella tecnologia e nei suoi progressi, perché amo la vita a prescindere da come si presenti, e perché detesto le sofferenze inutili. Non sono vegetariano, ma cerco di migliorare anche questo aspetto. Insomma, sono una persona normale, con le sue contraddizioni e le sue ipocrisie, ma credo che col tempo un mondo migliore possa esistere. 

Quella che abbiamo di fronte è davvero una questione etica, una bilancia su cui dobbiamo pesare convinzioni molto più profonde che quelle relative alla vita di un topo o di un cane. Sulla bilancia va un pensiero, quello che migliorare sia possibile, in un grande pacchetto cosmico che comprenda tutto, l’ambiente, la vita, il benessere di tutti gli esseri viventi.

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