Il fumo uccide? Per liberali e UDC no

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Che il fumo faccia male siamo d’accordo tutti. Per decenni le major del tabacco ci hanno presi per il naso. In milioni, nei decenni, sono morti di cancro e per malattie respiratorie croniche.

Ogni anno, solo in Svizzera, muoiono 9’500 persone a causa del fumo, ovvero circa 26 decessi al giorno. Le loro cure e ricoveri costano miliardi di franchi alle casse dello Stato. Li si cura? Ovvio, mica siamo dei mostri, si curano i malati che soffrono a causa del fumo, gli alcolisti, gli obesi estremi. Questo non vuol dire che dobbiamo fregarcene e girare la testa dall’altra parte. La società deve poter fare qualcosa di tangibile.

Il prossimo 13 febbraio saremo chiamati a votare l’iniziativa “Fanciulli e adolescenti senza pubblicità per il tabacco”. L’iniziativa introdurrebbe un divieto di pubblicità per i prodotti del tabacco e le sigarette elettroniche sui manifesti e nei cinema, oltre al divieto di distribuzione gratuita di sigarette (campioncini) o la sponsorizzazione di manifestazioni.

Ma per le istanze borghesi, Alleanza del Centro, UDC e liberali, mica si può mettere un freno alla pubblicità.

Secondo loro, 9’500 svizzeri all’anno possono morire sacrificati al libero commercio. E questa cosa sinceramente sta cominciando un po’ a romperci i coglioni, e scusate la parolaccia.

Scrive l’Ufficio federale per la sanità pubblica:

“…Il consumo di tabacco è all’origine di tutta una serie di malattie non trasmissibili e costituisce un grosso onere per la salute pubblica e l’efficienza dell’economia nazionale. In Svizzera i costi per le cure mediche di queste malattie si aggirano intorno ai 2 miliardi di franchi all’anno e concernono soprattutto le prestazioni mediche nonché le spese per i medicamenti e le degenze ospedaliere.

A questi si aggiungono i costi per perdite di guadagno per 833 milioni di franchi all’anno,(…) I problemi di salute non rappresentano un onere solo per l’economia ma anche per le famiglie e i congiunti dei fumatori…”

Il fumo risulta, in Europa, ancora la prima causa di morte. Secondo un’analisi del 2020, il tabagismo è all’origine di 700’000 morti premature all’anno, o almeno lo era prima che arrivasse il Covid.

Damien Cottier, liberale, ha dichiarato: “La pubblicità è una fonte di reddito non trascurabile per i media, il settore culturale, i festival, i piccoli negozi, le edicole e le stazioni di servizio”. Anche Rocco Cattaneo, e non stupisce, pur ammettendo i danni del fumo, ritiene che sia ingiusto ancorare alla Costituzione il divieto di pubblicità per dei prodotti legali.

Eh certo, mica vorrai togliere una fonte di reddito che crea solo 9’500 morti l’anno, che equivalgono praticamente a uno ogni ora. 

Questo tipo di mentalità mostruosa, che antepone sempre il profitto alla vita delle persone deve smettere di esistere. È vergognoso che ogni volta che si pone la questione, certe forze, con un cinismo spaventoso, si schierino contro per difendere sempre chi ci guadagna. E siamo chiari, domani né i tabacchini, né i salumieri, né i produttori di Merlot (come vediamo sui manifesti che avversano l’iniziativa) andranno in rovina.

I morti sì, quelli continueranno ad esserci.

Questo atteggiamento è lo stesso di chi avversava Via Sicura, anteponendo i porci comodi dei pirati della strada alle morti che spesso insanguinavano il nostro cantone. 

La scelta è semplice e palese. La vita delle persone, in qualsiasi paese civile, deve venire prima degli interessi personali. Eliminare il tabagismo non crea rovine per nessuno, anzi, come succede spesso, la chiusura o il ridimensionamento di un settore, creano altre e nuove opportunità. La green economy è lì a dimostrarlo. Eliminare il petrolio apre altre strade al solare, all’eolico, all’idroelettrico creando nuovi e più qualificati posti di lavoro.

L’UDC, i liberali e l’Alleanza di Centro, difendono uno status quo che crea morti. Punto. Il loro agire è inaccettabile e va censurato con un bel sì nelle urne. Che il popolo sancisca il primato della vita dove parlamento e Stati non sono stati capaci di legiferare.

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