India e il sensazionalismo

Pubblicità

Di

Abbiamo parlato diffusamente di India, la ragazza etiope che rischia il rimpatrio con la sua famiglia (mamma Munaja e il fratello Nur) per una decisione della SEM. Una domanda d’asilo, respinta, e oggi preavvisata favorevolmente.(leggi qui)

La famiglia era entrata in Svizzera 10 anni fa, con i figli ancora minorenni. Figli che hanno vissuto più in Svizzera che in Etiopia e che hanno fatto qui le scuole. Amici, docenti e migliaia di ticinesi, avevano chiesto che venisse applicato il caso di rigore, ovvero che il ministro Norman Gobbi, che ne ha il potere, desse un preavviso positivo per la permanenza della famiglia in Ticino. Cosa che, miracolosamente, oggi è avvenuta. Quasi un unicum se guardiamo numerosi casi precedenti.

La  sua ex docente delle medie, Dania Tropea, che aveva anche capitanato una raccolta di firme per aiutarla, aveva parlato di integrazione e profonde amicizie, di una vita sociale che le permetteva di essere riconosciuta in una società. 

Tropea ribadiva che India “esisteva” solo in quanto allieva perché, non avendo documenti, è a tutti gli effetti una sorvegliata speciale con diritti molto limitati.

“La sua vicenda mi ha aperto gli occhi, mi ha scosso. Ho scoperto un mondo che credevo di conoscere ma in realtà non mi ero mai soffermata sulle condizioni di vita dei richiedenti l’asilo.Quando lei mi ha guardata negli occhi e mi ha chiesto: mi puoi aiutare? Cioè, mi sono detta, che cosa posso fare sul serio? ? È impossibile non esserne coinvolti…”

Ha dichiarato recentemente la docente sulla Rete Uno alla trasmissione Modem. Anche i compagni di classe di allora si sono attivati per muovere le acque e farla uscire dal limbo in cui si trovava. In sostanza, si chiedeva di applicare un caso di rigore, ovvero una deroga alle condizioni di ammissione rilasciando un permesso, cosa che può avvenire in seguito a un caso personale particolarmente grave. 

Una decisione che viene presa dalle autorità preposte alle politiche migratorie, in realtà una questione particolarmente complessa, perché par ottenere la decisione di rigore si deve ottemperare ad una serie di fattori sociali, di salute, di integrazione ecc. molto severi. 

Ospite della trasmissione, Norman Gobbi, ci ha tenuto a precisare che se è passato tanto tempo è per via dei ricorsi e non per una lungaggine delle autorità. Il compito di decidere, secondo lui, era delle autorità competenti su cui lui non voleva fare pressioni. Pressioni che però, stranamente, hanno peggiorato sensibilmente la situazione degli stranieri da quando Gobbi dirige il ministero degli Interni. Lo sanno benissimo coloro che negli ultimi anni hanno richiesto permessi o hanno avuto a che fare con i funzionari del ministro.(leggi qui sotto)

“Anche qui sfatiamo un mito che taluni si mettono nella testa, che siamo diventati più restrittivi. Non è così, lo spiegheremo settimana prossima quando daremo risposta agli atti parlamentari…”

Ha dichiarato Gobbi sempre a Modem. Un mito? Eppure è stato lo stesso Tribunale Federale, nel novembre dello scorso anno a bacchettare Gobbi in merito ai rilasci di permessi di dimora, in cui i suoi funzionari prendevano decisioni arbitrarie su criteri illegittimi. (leggi qui)

Norman Gobbi alla fine del servizio di Modem, risponde a Roberto Antonini, che dirige la trasmissione e gli ricorda il percorso umano e sociale della famiglia:

“Questo sensazionalismo mi permetto di dire che non deve essere coinvolto perché i funzionari sono chiamati ad applicare le leggi…”

“Mi scusi, quale sensazionalismo, io parlo di fatti. Sono dati oggettivi, non è un sensazionalismo”

Sarà, ma forse il “sensazionalismo” intorno a questo caso, ha fatto sì che gli integerrimi funzionari statali preposti, tirassero i remi in barca e concedessero alla famiglia la deroga del caso di rigore, una cosa di cui non possiamo che essere felici e con noi amici, compagni di scuola e docenti di India.

Come diciamo, un caso relativamente anomalo, viste le precedenti situazioni simili che si erano concluse col rimpatrio dei soggetti, nonostante fossero integrati e spesso avessero anche un lavoro. Oggi, per una volta, vince l’umanità, ma siamo quasi sicuri che sarà solo una tregua…

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

NO,GRAZIE!