La variante “ticinese”

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Passate le vacanze natalizie, anche la nostra rubrica settimanale ritorna. Sul piatto oggi troviamo la diffusione di nuove varianti…di Covid? No, di corona scettici e di scuse propinate dall’Esecutivo luganese per giustificare il proprio operato riguardo ai fatti dell’Ex Macello. E a voi l’attualità come piace, liscia o gassata?

La categoria dei No Vax (che si offende se li chiami così) si arricchisce di una nuova variante, un po’ come il virus che adesso propone, pare, la variante “Deltacron”. Si tratta dei “nomaskforkids”, una specie nata in Ticino dopo la decisione di imporre l’obbligo della mascherina già alle elementari. Si compone di ex-maestre che pensano (e pure dicono) che limitare l’apporto di ossigeno al cervello di un bambino è un delitto.

Nel caso specifico qualche riduzione di ossigeno al cervello si è certamente registrata nelle signore in questione, ma senza mascherina. Ci sono anche i teorici dello sprezzo del ridicolo. Tale Jürg Heim dell’Associazione Amici della Costituzione ha argomentato che i bambini e i giovani hanno visto drasticamente ridotte durante la pandemia le occasioni sociali. Fino a qui nulla da dire. La conclusione dello psico-socio-poli-filosofo del fallo è: “C’è un aumento dei suicidi giovanili di fronte a misure che non hanno dato nessun risultato positivo a livello di salute pubblica.” Poi dicono che sono i giornalisti a fare terrorismo. D’altra parte lo slogan della manifestazione di Bellinzona era “Giù le mani dai bambini”. Con il quale non si può che essere d’accordo: togliamoli dalle mani di simili personaggi.

Problema di aritmetica ed economia. Se un test antigenico per il Covid costa al cliente tra i 20 e i 25 franchi e chi effettua il test riceve dalla Confederazione 36 franchi, che mestiere conviene fare durante la pandemia?

Il Municipio di Lugano continua a proporre brillanti duetti politici del tipo: “Vai avanti tu, che a me viene da ridere”. Il guaio è che Roberto Badaracco (vice-sindaco) è quello che mandano avanti a proporre discussioni con gli occupanti, salvo poi sgomberare il Macello occupato il mattino presto presto, prima che le persone normali abbiano preso caffè e brioche. Deve essere una tecnica della maggioranza del Municipio e del neo-sindaco Foletti:  prima il gioco del telefono senza fili (“Avete detto tetto?” “Ma non era tutto?”), poi “Un,due, tre ,stella!” E quando Badaracco si muove, zac, il sindaco si volta e sgombera in fretta il Macello. Basta che non siano le prove generali per la versione luganese di Squid Game.

Una spiaggia a Lugano è il sogno non tanto nascosto del professor Petralli, eccellente linguista e brillante curatore del premio Moebius. Quando ha esaurito gli argomenti sui temi di cui sopra sulle colonne sul Corriere del Ticino, torna alla carica con il progetto del  millennio: la Croisette luganese, la Bondi Beach bianconera. Sabbia a profusione perché dopo che è fallito il progetto della piccola Hong Kong (cit.), s’ha da trovare un destino per questa città, magari all’ombra di un orologio virtuale proiettato sul lago, un’idea che ci mancava nella collezione delle cose per cui vale la pena vivere. In Municipio pare non abbiano fatto salti di gioia, anche se gli esperti di insabbiamento e i laghisti ci sarebbero in abbondanza. 

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