L’asteroide uuuuh pagüra!

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Avete rischiato la vita. Mangiavate luganighe e bevevate merlot, copulavate promiscui mentre la morte sfiorava la terra col suo alito fetido e rovente. Il mondo, per parafrasare un altro detto più comune, è pieno di asteroidi. Sono in fondo sassi spaziali, che gironzolano da miliardi di anni per le galassie e gli spazi siderali.

Che poi a qualcuno ogni tanto gli scappi la frizione e faccia qualche danno tipo un’estinzione di massa è abbastanza logico. A fare un po’ girare i marroni, è il solito sensazionalismo quando una palla di silicati, nichel e ghiaccio “sfiora”la terra. 

Uuuuuh brividi! L’abbiamo scampata bella. Come se non avessimo già abbastanza rogne da grattarci che fanno venire la cacarella: riscaldamento climatico e CO2 in primis, per non parlare del covid.

Ma evidentemente c’è qualcuno che ritiene che le paure non siano abbastanza e allora ti propina il solito titolo sensazionalistico sull’asteroide killer. Poi peccato che passa a ventrodicimila mille miglia dalla terra. È il caso del sasso cosmico (7482) 1994 PC1, che il 18 gennaio scorso, esattamente alle 22.51, sfrecciando a 72mila chilometri l’ora ha “sfiorato” (e ridaje) il nostro ridente pianeta.

Quant’è 72’000 chilometri l’ora? Boh, di sicuro veloce. Garantito che quando quando passa fa zot! E tu rimani lì con tutti i peli bruciati a chiederti che è successo. Per dire, a quella velocità, se si schiantasse sulla terra, ad attraversare la stratosfera ci metterebbe due secondi e mezzo. Manco il tempo di dire: 

“Che ca***o è quella  fottuta luce in cie…” 

che siete polvere.

Per cui è anche inutile stare tanto lì a preoccuparsi. Ma coso, o (7482) 1994 PC1, che per simpatia da ora in avanti chiameremo Piero, perché ha gli stessi effetti potenzialmente devastanti del presidente dell’UDC ticinese, è passato a 1,93 milioni di chilometri da noi. Insomma, quasi due milioni di chilometri, via, metro più metro meno.

Il diametro della terra, da lato a lato, è di 12’742 chilometri. Vuol dire che Piero è passato accanto alla terra a 157 volte la distanza del diametro della stessa. Cioè. Per gli scemi come me, se metti in fila 157 terre arrivi a Piero, capito?

Ora, è chiaro che gli astronomi ti dicono che tutto e relativo e che una distanza simile in rapporto all’universo è nulla, vero, ma io mio sento sufficientemente tranquillo. Due milioni di chilometri mi sembrano una distanza che anche la SUVA approverebbe. 

Che poi Piero è piccoletto, ha un diametro di un chilometro. Quello che ha estinto i dinosauri, per capirci, era tra i 10 e i 14 chilometri e ha liberato nell’impatto un’energia pari a 1023-24 joule, equivalenti ad un range tra 100.000.000 e 2.390.000.000 di megatoni. Cosa significa? Non ne ho la più pallida idea, ma deve essere stato un botto fottuto, se pensiamo che la classica bomba di Iroshima, che al giorno d’oggi è ormai praticamente un petardo, sprigionava una potenza pari a 10 megatoni.

Detto questo, dormite sonni tranquilli, tanto non vi cambia assolutamente nulla. Continuate a inquinare a girare senza mascherina, che tanto il covid non lo prendete. Se ci estingueremo, non sarà certo per un asteroide, visti i chiari di luna arriverebbe a festa già terminata. E noi non vorremmo deludere Piero, che dovrebbe ripassare nel 2105, vero?

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