Markaris alle prese con il Coronavirus

Pubblicità

Di

Quando la letteratura si occupa (o viene occupata?) dall’attualità: Petros Markaris alle prese con il Coronavirus. Lascia un po’ di imbarazzo l’ultima pubblicazione di Petros Markaris. Un autore che, diciamolo subito, ha fino ad oggi provocato solo applausi. Lui è … tante cose: uno dei padri del giallo mediterraneo, un acuto osservatore della realtà (sempre narrata con acume), uno che quando si è dato al cinema come sceneggiatore ha vinto una palma d’oro a Cannes (con «L’eternità e un giorno», nel 1998, per la regia di Theo Anghelopulos). Infine, ma non da ultimo, il creatore-padre del commissario  Kostas Charitos, l’eroe seriale che dal 1995 accompagna milioni di lettori.

Dicevamo dell’imbarazzo dopo aver letto «Quarantena», un libro di racconti stampato da La Nave di Teseo. Alcuni sono belli se non bellissimi, altri invece lasciano il tempo che trovano, addirittura ci si chiede il perché della loro pubblicazione.

Allora occupiamoci dei primi. L’inizio è nel suo stile più puro: subito in tema con la giusta dose di ironia e preoccupazione. Una telefonata della segretaria che, al rientro dalle vacanze, annuncia la sua positività al test sul Coronavirus e conseguente quarantena obbligatoria per lo stesso Charitos, che la prende anche bene: «un tempo tornavamo a casa con doni e souvenir. Ora torniamo con il Coronavirus». Il cambiamento di vita, certificato ufficialmente anche dalla Protezione civile, è drastico: confinato a casa con la moglie e «si diventa cinefili», o «apprendisti in tecnologia, ad una certa età: il mio rapporto con i computer e le videoconferenze è pari a quello degli abitanti del Sahara con il nuoto ». La vita però incombe e, seppur confinato in casa, un’inchiesta lo coinvolge subito. Il simpatico gioco ironico delle parti, il poliziotto bloccato ai domiciliari e il fuorilegge in giro libero, dà altre occasioni di riflessione che qui non stiamo a sottilizzare. Altro bel racconto è il secondo «Mi chiamo Covid e uccido»: un’inchiesta intrigante con un paio di assassinati (un infettivologo ed un no vax) che già dicono tanto… .

Ancora c’è un racconto, «Centro profughi Coronavirus» che meriterebbe l’antologia. Il lockdown, lo «state tutti a casa e non muovetevi» dal punto di vista di chi una casa non ce l’ha, dai senzatetto. Una narrazione dura ma anche fiabesca, richiama un po’ il «Miracolo a Le Havre» di Kaurismaki, che affronta temi cruciali come ad esempio l’abbandono dei vecchi da parte dei figli, la disperazione che affratella, il trovare soluzioni geniali perché … semplici. Davvero un gran racconto.

Sempre lasciando perdere gli ultimi racconti piace qui sottolineare la regolare attualità, e sempre in prima fila, che Markaris mantiene in ogni sua pubblicazione. L’abbiamo letto nella recente crisi greca, nell’allucinante spreco verificatosi con l’organizzazione delle Olimpiadi, nei legami dell’alta finanza con la malavita, nella povertà del popolo che sta crescendo mese dopo mese, ecc … . Per ogni tema vi è sempre uno sgarro alla legge, e sempre Charitos deve occuparsene. Ogni sua pubblicazione è un punto su quanto va accadendo nel mondo, con particolare attenzione nei confronti della Grecia. E questo è un merito esclusivo di Petros Markaris, che merita sempre e comunque di essere letto. Bravissimo, come sempre, il suo storico traduttore, Andrea Di Gregorio.

«Quarantena», 2021, di Petros  MARKARIS, tr. Andrea Di Gregorio, ed. La Nave di Teseo, 2021, pag. 188, Euro 19,00.

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

NO,GRAZIE!