No mask e l’idiozia delle bare

Pubblicità

Di

Come al solito si arriva a una conclusione. I genitori irriducibili che si ostinano a non voler mandare i figli a scuola con la mascherina, appartengono a quel popolo di paranoici che bene abbiamo imparato a conoscere in quest’ultimo anno.

A passare il segno, per l’ennesima volta, una manifestazione sabato a Bellinzona con l’esposizione di quattro bare bianche (quelle in cui si seppelliscono i bambini) appoggiate alla cancellata di palazzo delle Orsoline. L’ennesima pagliacciata di cattivo gusto che dimostra come questa gente viva in un mondo parallelo fatto di paranoie e psicosi come se lo stato stato, invece di cercare di salvare capra e cavoli, fosse un coacervo di assassini. 

Un agire che ormai conosciamo, simile a quello dei no-green pass di Novara e a tanti altri gruppi di folli che hanno perso, in preda al panico, il lume della ragione. (leggi qui sotto)

Scrivevo a suo tempo in merito a questa boutade:

“…I simpatici fautori della libertà, mascherati con pigiami a righe e numeri in bella vista, circondati da un simil-filo spinato, hanno sfidato la vergogna del loro atto ignobile, sfilando per le strade della città. L’atto, oltre che suscitare la rabbia della comunità ebraica, ha sollevato un polverone tra coloro che trovano delle squallide pagliacciate queste manifestazioni di pura insensibilità. 

Paragonare un regime liberticida e razzista, con leggi razziali che hanno portato allo sterminio di milioni di persone e all’eutanasia di disabili e malati mentali, con delle democrazie che cercano di salvare vite, fa davvero rabbrividire…”

Un po’ di tempo nel frattempo è passato, e lo dimostrano le reazioni della gente, sempre più esasperata e meno disposta a capire comportamenti da dive, come se le migliaia di figli degli altri ticinesi, fossero una massa di agnelli al macello. Nell’articolo de laRegione Ticino che narrava i fatti di sabato, si parlava della ritrosia di alcuni genitori che si lamentavano di non poter avere dal dipartimento il materiale didattico per fare studiare i bambini a casa, e uno dei genitori si è permesso un commento:

“Bertoli e Sisini raccontateci giusta … gli allievi tenuti a casa sono almeno una cinquanta e non sapete più come affrontare questa “resistenza” !!!”

Solo usare il termine resistenza è offensivo per chi la resistenza l’ha fatta per difendere diritti civili o persone dalla morte. Ma è il pubblico del quotidiano a rispondere praticamente coralmente all’uomo:

Manuela, fa giustamente notare: “50 su quanti allievi?”

Altri ancora bacchettano il personaggio, dando voce a pensieri che ricorrono nella maggioranza dei ticinesi:

“Il diritto all’istruzione lo state togliendo voi genitori…”

“quelli che reclamano sono gli stessi che portano in giro le bare?”

“All’asilo niente mascherina e diverse classi in quarantena. Alle elementari mascherina e poche quarantene, forse nessuna. Sarà un caso?”

“Ci sono delle leggi, ma certa gente pretende di fare come vuole sempre e comunque, ma bravi bell’insegnamento ai bimbi.”

“Mandateli a scuola con la mascherina poi tutto risolto ,sono solo i capricci dei genitori che non capisco.”

“Tanti bla bla ma sinora non è mai morto nessuno perché usa la mascherina quindi …la legge è uguale x tutti.”

La fine del covid, se riusciremo ad arrivarci nonostante il boicotto di certe fasce, sarà salutato con sollievo anche solo perché si spera finiranno queste idiozie. I bambini stanno benissimo e come dicevo in un’altra occasione, capiscono forse meglio degli adulti la necessità di fare quello che si dice loro, soprattutto quando capiscono che il loro comportamento può in parte arrestare una malattia. Un concetto che comprendono, appunto, anche i bambini delle elementari, evidentemnte non tutti i loro genitori.

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

NO,GRAZIE!