Predica in un modo…

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Ricordate quando Trump è stato bandito da Twitter? Sicuramente uno dei momenti più esilaranti del 2020. Tuttavia, nonostante le grasse risate che l’evento ci ha procurato, molti “conservatori” (tra cui anche una serie di politici nostrani) si sono scagliati contro la decisione. Secondo loro, Twitter avrebbe mancato di osservare il suo principio fondamentale: quello della libertà di parola. 

Twitter nasce proprio dall’idea della libertà di parola. Si trattava di un esperimento, per vedere cosa sarebbe successo se si fosse creato uno spazio online in cui chiunque poteva scrivere letteralmente qualsiasi cosa volesse, senza moderazione o controllo. Naturalmente, quando Trump ha tentato di usare la piattaforma per rovesciare il governo e bombardare la Corea, Twitter ha dovuto confrontarsi sui possibili risvolti negativi della totale libertà di parola sulla piattaforma.

Questi paletti sono rimasti, e questo ha spinto alcuni accoliti di Donald Trump (tra cui alcuni suoi ex-consiglieri) a fondare la loro versione di Twitter, priva di femminucce e bambocci che si offendono per tutto e stanno lì a romperti le scatole ogni volta che minacci di nuclearizzare uno Stato. Ecco quindi che nasce Gettr, un social network che funziona esattamente allo stesso modo, ma che al contrario di Twitter garantisce VERA libertà di parola. 

Ma, con la sorpresa di assolutamente nessuno, la cosa non è durata. Incredibile, vero?

Molti critici di Trump erano già stati banditi dal social network, ma la cosa fece relativamente poco scalpore per via della nota filosofia “fregancazzo finché non capita a me” della destra. Ciò che ha lanciato alla ribalta la questione è stato il caso di Nick Fuentes, nazionalista bianco e ardente trumpista. Fuentes è stato bandito – o come dicono i giovani, bannato – dalla piattaforma per aver chiamato in causa il miliardario disertore cinese Guo Wengui, la cui fondazione ha investito in Gettr. 

Secondo Fuentes, come reso chiaro da molti suoi commenti, Wengui andava deportato in virtù della sua (presunta) collaborazione con il partito comunista cinese. Per la cronaca, Wengui è conosciuto come un donatore “di alto profilo” nei circoli politici anticomunisti americani (quindi in pratica tutto il partito repubblicano e 98% di quello democratico).

La congettura di Fuentes e dei suoi sostenitori è che Wengui avesse investito nella piattaforma solo per prenderne il controllo, cosa che a detta loro sarebbe già avvenuta. Forse sono solo io a non capire che utilità questo avrebbe per la Cina, ma continuiamo.

“sono stato bannato da Gettr per aver suggerito che Guo Wengui, uno dei fondatori, potesse essere coinvolto con il PCC. Meno male che c’era libertà di parola” si lamenta un uomo su Twitter assieme a tanti altri. Elijah Schaffer, un “giornalista” per “The Blaze” (un tabloid di estrema destra) ha affermato questa settimana di essere stato bandito da Gettr, aggiungendo “se parli male di Guo Wengui o parli delle sue connessioni con la Cina, vieni bannato all’istante”. Schaffer ha anche fatto sapere che sarebbe stato felice di tornare sulla piattaforma se gli fosse stato permesso di parlare in modo oggettivo di Wengui.

Trovo che in tutto questo ci sia qualcosa di molto ironico, ma anche di grande valore educativo per tutti i destrorsi che, alcuni direbbero finalmente, hanno scoperto che censura e interessi privati sono tutta farina del loro sacco. 

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