Sellerio in giallo

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«Una settimana in giallo»: una gran bella raccolta di racconti inediti. Colpi di classe, dimostrazioni di sensibilità, prove di forza espressiva. E Camilleri ? lui c’è. In una modalità tutta da scoprire.

Non la smetteremo mai di pensare bene della casa editrice Sellerio. Anche quando pratica l’abitudine, riproponendo un’idea collaudata, lo fa evitando la routine. Ci spieghiamo: ogni fine d’anno da Palermo arriva in libreria una raccolta di racconti firmati dai «giallisti della casa». L’editore definisce il tema («Capodanno in giallo», «Le vacanze in giallo», «un anno in giallo»,  ecc…) e gli scrittori si cimentano in un testo che di solito affronta il tema senza eludere il «loro» contesto abituale con i conosciuti eroi seriali: Manzini in Valle d’Aosta con Rocco Schiavone, Petra Delicado nei paraggi di Barcellona, i vecchietti di Malvaldi nel loro bar di riferimento e via dicendo. Poche le varianti: il nuovo argomento, o l’inedita prospettiva, bastava ad alimentare la curiosità dei lettori. Fino all’anno scorso a capitanare la pregiata sfilata era «Il Professore», così almeno veniva chiamato nell’ambiente: Andrea Camilleri. Quest’anno … come fare ?

Semplice: chiedere agli autori di coinvolgere nel loro testo il creatore di Montalbano. 

Dunque una doppia consegna: la durata della storia narrata, una settimana, ed un saluto o coinvolgimento del Maestro.

L’escamotage, che può anche essere considerato come un funerale narrativo firmato dai suoi allievi diventati colleghi, ha funzionato alla grande. Chi ha fatto ricorso alla semplicità, dedicando una comparsata di Montalbano all’interno dell’indagine narrata (Gimenez-Barlett, Andrej Longo), chi ha intinto il proprio pennino nella ineguagliabile classe letteraria (Piazzese), chi ha omaggiato il Grande introducendolo in un contesto magico, nell’incontro-intervista con Eduardo Galeano (Stassi: che racconto!). Poi, poi c’è chi ha lavorato di fioretto: Robecchi ha insinuato il titolo di un lavoro di drammaturgia di Camilleri nella biblioteca di Monterossi, Simi ha in pratica disseminato parecchi titoli dello scrittore di Porto Empedocle nella ricostruzione testuale di una sua vicenda già trattata (Corbo in una memoria difensiva a dir poco straordinaria), Recami infine è riuscito addirittura ad inserire una pagina intera di un romanzo di Camilleri nella sua (bella) storia di ringhiera. In poche parole un vero festival in omaggio al Maestro. 

Gli undici racconti sono di gran livello. Dotati di un ampio respiro, ognuno di una cinquantina di pagine, vivono di vita propria e deliziano il lettore. Arrivando addirittura al raggiungimento di livelli memorabili: i già citati Simi e Stassi e, ancor di più (parere personale), Gaetano Savatteri. Che addirittura riesce a posizionare i suoi due protagonisti su di una barcone del mare che trasporta rifugiati e/o emigranti. Riuscire a strappare un sorriso, anzi più di uno e sempre e comunque di speranza, in un contesto del genere non è impresa facile. Davvero incredibile, vi è solo da augurarsi che questo testo finisca presto in un’antologia scolastica. Il racconto di Savatteri basta da solo a giustificare la limitata spesa (16 Euro) del sostanzioso volume (di 600 pagine). 

«Una settimana in giallo» non è un’operazione commerciale fine a sé stessa. Semmai è la dimostrazione che all’interno della Sellerio vige un bel senso di appartenenza. Le grandi firme ci sono tutte … contente di esserci: traspare da ogni pagina di ogni autore. 

Interessanti infine le «novità» a livello di personaggi: l’affascinante giornalista Viola (della Tanzini) e lo straordinario Acanfora (di Longo): sentiremo parlare ancora di loro, e parecchio. Un sorriso, l’ennesimo, lo merita poi Antonio Manzini, che sarà in libreria con la dodicesima avventura di Rocco Schiavone fra un paio di settimane: «Le ossa parlano» che, vi è da scommetterci, farà subito il vuoto.

«Una settimana in giallo», 2021, di GIMENEZ-BARTLETT, LONGO, MALVALDI, MANZINI, PIAZZESE, RECAMI, ROBECCHI, SAVATTERI, SIMI, STASSI, TANZINI, ed. Sellerio, 2021, pag. 600, Euro 16,00.

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