Come se fosse antani

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“Tarapia tapioco, come se fosse antani, blinda la supercazzola”, diceva il conte Lello Mascetti per cercare di intortare il vigile Paolini, in una delle scene iconiche del film “Amici miei”. Lo stesso “modus operandi” viene applicato anche alle nostre latitudini, tramite i partiti politici. E voi l’attualità come la preferite, liscia o gassata?

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“L’Ocst-Docenti fa sapere che non parteciperà all’incontro di questa sera in quanto riteniamo che lo strumento dell’iniziativa popolare sia troppo rigido, divisivo, poco mirato e poco ponderato. A nostro parere la modifica di un ganglio così importante richiede una riflessione e un approfondimento maggiori sui vari aspetti toccati, a partire dall’uso o dall’introduzione di termini come ‘opzioni’, ‘differenziazione’ e ‘laboratori’. L’esperienza appena vissuta in Gran Consiglio (il no alla sperimentazione sul superamento dei livelli in terza media, ndr) indica che occorre confrontarsi tra le parti e tra gli attori per trovare un punto di incontro che non sia precostituito a priori e che sia piuttosto il frutto di un lavoro di confronto condiviso lungo un percorso, senza lasciare vecchi problemi in sospeso e senza crearne di nuovi”.

Dal messaggio dell’OCST docenti al deputato Ghisletta che ha organizzato un incontro per lanciare un’iniziativa a favore della sperimentazione nella scuola per valutare l’abolizione dei livelli alle medie. 

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“Non ci devono essere divieti legali sulla tecnologia nell’espansione e nella sostituzione degli impianti di produzione interna esistenti, al fine di garantire un mix energetico stabile per le generazioni future. Bisogna quindi creare le condizioni giuridiche affinché, a lungo termine e se necessario, anche una nuova generazione di tecnologia nucleare possa dare il suo contributo a garanzia dell’approvvigionamento, a condizione che la sicurezza possa essere garantita in ogni momento.”

Dalla risoluzione del Partito Liberale Radicale svizzero per dire che l’energia nucleare sì, ma, però, forse, chissà.

Sarebbe comico, se non fosse poi stato drammatico. Due giovani svizzeri tedeschi si accorgono di aver provocato un incendio sui monti del Gambarogno. Chiamano subito i pompieri. Su internet trovano il numero dei pompieri di Tessin e lo compongono affannati. Per l’intelligenza artificiale Tessin è una località della Germania nel Meclemburgo Pomerania Anteriore. I pompieri del luogo avranno disperatamente cercato Gambarogno per mandare i soccorsi, che nel frattempo erano già partiti. E così i due hanno pensato bene di far finta di nulla. Alla fine li hanno comunque beccati. Si chiama effetto Strunz, dal famoso discorso di Trapattoni in tedesco “Was will dieser Strunz”.

L’incendio del Gambarogno ha aperto una ferita nel nostro orgoglio nazionale e cantonale. Abbiamo dovuto ricorrere al sostegno dei Canadair italiani, perché in Svizzera non ne abbiamo. Siamo ancora in trepidante attesa dell’interpellanza Quadri a Berna, che reciterà più o meno: “Come giustifica il Consiglio Federale l’impiego a caro prezzo di velivoli italiani che spengono gli incendi nei nostri boschi con acqua italiana, togliendo posti di lavoro, minando il nostro orgoglio patriottico e probabilmente inquinando i boschi con acqua non verificata dai nostri laboratori?”. La spiegazione dell’assenza dei Canadair in Svizzera ha a che fare con la conformazione del territorio, dicono gli esperti. Gli elicotteri sono più precisi e arrivano anche nelle valli più recondite. Gli stessi esperti dovrebbero spiegarci allora perché vanno invece benissimo i caccia F35 per l’esercito, che attraversano la Svizzera nel tempo di un “Butta la pasta” detto al telefono. Misteri dell’aeronautica militare. 

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