Facebook, l’inizio della fine?

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Facebook perde i pezzi. O meglio, perde utenti. È la prima battuta d’arresto in quasi vent’anni d’attività. Nell’ultimo trimestre del 2021 le persone che giornalmente hanno usato il più grande social network del mondo, il social per eccellenza, sono diminuite. Ma non è l’unico segnale che ci indica un chiaro rallentamento della crescita della società fondata e guidata da Mark Zuckerberg. Facebook, o Meta che dir si voglia, ha già bruciato la bellezza di 200 miliardi di dollari in borsa. Che non sono proprio noccioline.

Nel rapporto pubblicato il 2 febbraio da Meta riguardo agli utili prodotti nel quarto trimestre del 2021, si legge che, per la prima volta in diciotto anni, c’è stata un emorragia di utenti. Si è passati da 1,93 miliardi a 1,929 miliardi. Un calo appena percettibile, va ammesso, ma che è pur sempre un segnale da non sottovalutare e che potrebbe essere l’inizio di un nuovo trend, per certi versi perfino auspicabile.

Questa leggera flessione è stata registrata soprattutto nella categoria “resto del mondo” che raggruppa America Latina e Africa. Un segno meno che ha disatteso le previsioni fin troppo ottimistiche degli analisti. Loro s’aspettavano il raggiungimento di un traguardo importante: la soglia di 1,95 miliardi di utenti attivi. E invece qualcosa si è rotto nel giocattolo di Zuckerberg. Già, ma cosa?

Anche gli utenti attivi su Facebook sull’arco di ogni mese si sono fermati a 2,91 miliardi contro la previsione di 2,95 miliardi. Un leggera flessione che si è tradotta però in un tracollo del titolo azionario alla Borsa di Wall Street, dove Meta, la società che controlla il social network per eccellenza insieme a Instagram e WhatsApp, ha perso più del 20% del suo valore di mercato. Una perdita quantificabile in più di 200 miliardi di dollari.

Le cause all’origine di questa débâcle sono più d’una. Per esempio ci sono gli adolescenti tra i 14 e i 16 anni, la cosiddetta generazione Z, a cui Facebook non interessa granché. Soprattutto, non vogliono essere sugli stessi social di mamme, papà, zie, zii e nonni. Al mortorio che è Facebook loro preferiscono TikTok. Ci sono poi i Millennial che invece sono sempre più diffidenti rispetto a Facebook come “macchina dell’odio”.

Macchina dell’odio, proprio così. A riprova di ciò il fatto che i contenuti negativi diventano virali molto più rapidamente dei contenuti positivi. Perché litigare con sconosciuti e conoscenti online? Molti Millennial preferiscono essere social ma senza media, provando sempre più nostalgia per quel tempo in cui le amicizie erano analogiche, Millennial pronti a mollare Facebook senza grandi rimpianti. 

Ma non sono gli unici ad aver perso interesse o essersi disinnamorati della creatura di Zuckerberg. Durante la pandemia si è assistito ad un ulteriore doppio esodo. Quello dei complottisti e degli intellettuali. Entrambe categorie in fuga verso approdi più sicuri e decisi a lasciarsi alle spalle una piattaforma che arricchisce un trentaseienne con un patrimonio netto di oltre 100 miliardi di dollari. Ecco spiegato perché il trend registrato negli ultimi tre mesi del 2021 potrebbe davvero essere l’inizio della fine del regno di Facebook.

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