Gere, pretty woman and bubble CIA

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Richard Gere ha venduto la sua principesca villa alle porte di New York per una cifra stravolgente: 28 milioni di dollari verdi e grassi, una montagna di soldoni da doppio oibò per l’American Gigolò, già ineffabie filibustiere stramilionario nella finzione di Pretty Woman  dove volano frasi celebri, come la fatidica: “Sai, io e te in fondo siamo simili, Vivian: fottiamo il prossimo per denaro”.

Un argomento leggero leggero, quattro noticine e una mezza riflessione dentro il canestro di una frizzante notizia che sguscia dal mondo del cinema ufficiale mentre il cinema amatoriale lo stanno facendo quelli della Cia, nel dispensare orari cronometrici riguardanti circostanziate invasioni: urca l’Ucraina verrà occupata alle ore 15 e 30 del 16 febbraio, con una manovra a tenaglia.

Ed è pure un medagliatissimo scoop quello che rivela che gli ufficiali della invincibile armata indosseranno rivoluzionarie mutande di ghisa griffate Vladimir. E se il tutto fosse riconducibile a un suggestivo trailer di una sceneggiatura  da fare frollare  nel cassetto delle ipotesi incontinenti?

Central Intelligence Agency si legge  ma qualche dubbio sulla effettiva dose di attendibilità investigativa viene avanzato dal gregge belante e nonostante tutto pensante.

Per tornare alla mega villa di Richard: tre piani pieni pieni di stanze, un fottio di finestre che inquadrano un lussureggiante parco di 50 ettari, un’Amazzonia miniaturizzata alle soglie della Grande Mela, qualche chilometro di battiscopa da urlo, porte e ancora porte manco si fosse al Marigold Hotel.

Ragionieristicamente ricapitolando: otto camere da letto e undici bagni con un ragguardevole rapporto di 1,375 a favore dei luoghi da meditazione su tavoletta e poi una sconfinata cucina da ” Ufficiale, Gentiluomo e Maggiordomo” con un’isola centrale in granito, una biblioteca e uno studio, una sala della musica e un laboratorio di ceramica.

E chi fra noi il laboratorio di ceramica non se lo può permettere, chieda di Mister Goodbar. Ultimi dettagli non trascurabili una piscina, un maneggio e una terrazza panoramica di circa mille metri quadrati.

Intanto emerge la rilevazione dell’indebita prevista intromissione delle armate Pretty Woman nei paraggi dei quadri svedesi  dei vogatori e dei tapis roulant. 

Contestualmente la mappatura della situazione segnala un blitz nell’area delle cyclette pieghevoli, attorno alle 18 del 16 febbraio, minuto più minuto meno. E chi scrive si chiede se sia lecito scherzare su certi argomenti pesanti e serissimi.

Rispondendosi affermativamente, considerata la spregiudicatezza di chi scherza col fuoco da alcuni giorni, fornendo una stupefacente abbondanza di dettagli e di particolari, di oscuri accidenti e di eventi incombenti.

Tutti classificabili dentro il teorema della comunicazione scema, dove l’inconfutabile si arrende all’esigenza della informazione labile. 

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