Gli sparano e manco s’accorge

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Vi capita di mettervi a ridere quando leggete un articolo cretino? Io spesso, soprattutto coi miei. Oppure, con quegli articoli che ti domandi perché sono stati scritti.

L’altro ieri ho letto su TIO la terrificante notizia di un uomo colpito da un proiettile a Frauenfeld. Il titolo esatto è:

“Forse un bambino stava giocando con un fucile” e catenaccio “Giovedì un uomo è stato colpito da un proiettile senza che se ne sia reso conto”

L’articolo sullo scampato omicidio, che ci ha prodotto brividi nelle vene come se ci avessero colato azoto liquido, prosegue in un crescendo di adrenalina. Lo sfondo, un quartiere residenziale di Frauenfeld, roba che Hell’s Kitchen a New York sembra la sala musica dell’oratorio.

“…L’uomo non si è accorto subito di essere rimasto ferito, e i passanti non hanno sentito nessuno sparo…”

Va bene. Ragioniamo. Non si è sentito nessuno sparo, e il tipo non si è accorto di essere stato colpito. Come lo ha saputo allora? Una volta arrivato a casa si è tolto il cappello e gli è scivolata a terra la calotta cranica? Aveva un cappotto talmente stretto che gli ha fatto emostasi e quando se lo è sfilato ha cominciato a cacciare sangue come un maiale allo scannatoio? Il mistero si infittisce. A questo punto meglio chiamare un esperto. Non uno qualsiasi, ma Martin Eehrard, CEO del prestigioso Swiss Shooting Group. Per lui, la spiegazione è una sola: 

“il colpo è stato sparato da un fucile ad aria compressa o da un’arma di piccolo calibro da una lunga distanza.”

Cioè, fammi capire. Un ragazzino con un Flobert, quei fucilini che giravano anche quando eravamo ragazzini noi per tirar giù i merli dai rami, ha sparato, il piombino che avrà fatto 500 metri (che dopo 100 metri un colpo così è già gnucco) e ha colpito un tizio che manco se n’è accorto. Cioè, questa è la notizia? Se il tizio inciampava e pestava la faccia cosa ci facevano? 5 colonne sul New York Times?

Ma la perla è nell’agghiacciante opzione a cui il signor Eehrard ci mette di fronte senza fare sconti. Un’alternativa nuda e cruda che evoca scenari possibili che fortunatamente non si sono verificati:

“…Se l’uomo fosse stato colpito da un’arma di grosso calibro come il fucile d’assalto svizzero, se ne sarebbe accorto.”

Hai voglia. Io non sono un esperto, ma anche io mi permetto di dire senza tema di smentita, che un proiettile con fodera in acciaio sparato a 900 metri al secondo il tizio lo avrebbe sentito, anche perché gli avrebbe portato via mezza faccia.

E suppongo che anche se fosse stato colpito da un mortaio il pover’uomo se ne sarebbe accorto, e probabilmente anche il vicinato a causa del cratere. 

Fatemi capire, ti serve un esperto per dirci che un bambino ti ha tirato una sassata con la fionda? E che se invece aveva una mitragliatrice antiaerea ti segava a metà?

Ma la cosa folle è che l’articolo prosegue ancora per un bel pezzo, tirando in ballo statistiche, ipotesi, calcoli balistici, come se fossimo a CSI Miami.

Ora, senza voler sminuire un fatto di sangue così tragico, mi concedo l’arroganza di pensare che i problemi criminali del nostro paese sono altri, e che un ragazzino che ha sparato col suo Flobert un tizio per sbaglio da un chilometro di distanza non è Renato Vallanzasca.

Ragazzino che peraltro, con il casino che ci si è ricamato sopra, se l’è probabilmente già fatta addosso e ha nascosto il suo fucilino in fondo all’armadio dietro ai peluches di quando era piccolo e che non ha ancora buttato.

Attendiamo comunque con ansia il prossimo fatto di cronaca nera: “cuoca sbuccia una tubero e si affetta un dito con un pelapatate: messa al bando delle devastanti armi bianche?”

In studio con noi il CEO della vicotrinox:

“…in effetti la signora se avesse avuto in mano un machete avrebbe potuto perdere un arto”.

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