Guerra civile, fame e Covid

Pubblicità

Di

Ad un anno dal golpe fascista diretto dal generale Min Aung Hlaing, che ha portato il Myanmar sotto il controllo di una giunta militare, nel paese del Sud-Est asiatico regna caos e incertezza, cristallizzato in un conflitto sociale armato che sembra destinato a continuare. (leggi qui sotto)

Esattamente il 31 gennaio scorso, dopo un anno dall’orrore golpista, i militari hanno raso al suolo due villaggi nella regione Sagaing, costringendo circa 10 mila persone a fuggire. Un centinaio di soldati ha dato il fuoco a più di 400 case, accusando i civili di dare rifugio ai militanti anti golpe.

Nelle prime ore del mattino del primo febbraio 2021, giorno in cui il parlamento avrebbe dovuto riunirsi dopo le elezioni del novembre 2020, vinte dalla Lega Nazionale per la Democrazia (NLD) con l’83% dei voti, militari senza onore arrestavano la discussa Premio Nobel Aung San Sun Kyi, amatissima dal suo popolo, e tutti i dirigenti della NLD, imponendo leggi di emergenza e censura.

Al principale partito di opposizione USDP (Partito per la Solidarietà e Sviluppo) sostenuto dai vertici militari, erano andati 24 seggi; questi ritenevano le elezioni non valide a causa di brogli e irregolarità.

Il capo della giunta militare, il crudele generale Hlaing, assunse il ruolo di capo di Stato e, senza pudore e vergogna, promise di “salvaguardare la democrazia” con uno stato di emergenza della durata di un anno altermine del quale si sarebbero tenute “libere elezioni”.

Fino ad oggi le forze armate guidate dai generali golpisti hanno dato la caccia agli oppositori uccidendo 1’503 persone, tra cui un centinaio di bambini; oltre 8’800 oppositori si trovano nelle carceri, migliaia sono i feriti e altrettanti sono finiti sotto tortura, mutilati o bruciati nelle loro case durante le operazioni militari.

La situazione è senza dubbio quella di una guerra civile ormai diffusa in tutto il Paese, sempre più violenta e con continue violazioni dei diritti umani.

Un conflitto interno che ha causato oltre 406 mila sfollati in cerca di rifugio nelle foreste e lungo il confine thailandese. Secondo Martin Griffiths, coordinatore dei soccorsi di emergenza, più di 3 milioni di persone hanno bisogno di aiuti umanitari.

Save the Children denuncia che 150mila bambini vivono nella giungla, in ripari improvisati, esposti a fame e a rischio di malattie.

Con la doppia emergenza Covid 19-golpe il Paese è precipitato in una crisi economica che ha visto crollare  il valore della moneta, il kyat, ad oltre il 60%   rispetto al dollaro, facendo salire i prezzi delle importazioni di fertilizzanti e carburanti.

Il Myanmar, ex Birmania, fa gola a molti; il più grande giacimento di giada al mondo si trova a Hpakant, nella parte settentrionale del Paese. È un tesoro molto redditizio controllato da militari corrotti, che genera 26 miliardi di euro, un terzo del Pil del Paese. La Cina, nazione confinante, è il principale consumatore di giada al mondo. Infatti la leggenda vuole che all’impero di Giada, una sorta di olimpo orientale, si faccia risalire la nascita del “celeste impero” cinese.

Il Myanmar risulta sempre meno al centro della scena internazionale; la crisi afghana e quella ucraina ha distolto risorse ed attenzione mediatica dal Paese.

La Cina pragmaticamente interessa alla stabilità del Paese Sud Est asiatico sembra non aver alcuna carta vincente per risolverne il conflitto interno, mentre, nella totale indifferenza della comunità internazionale, la nuova generazione di 14 – 24 enni, la più impegnata nella resistenza, continua a combattere e a morire.

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

NO,GRAZIE!