Il PLR che vuole abolire la scuola

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LaRegione Ticino, in un suo articoletto, riporta divertita il “lapsus” liberale in un comunicato, dove parlando della recente votazione in parlamento (che ha affossato la mini riforma di Bertoli), invece di parlare di “abolizione dei livelli”, si cimenta in uno psicologicamente interessante “abolizione della scuola media”.

“I toni del dibattito attorno all’abolizione della scuola media sono stati accesi, ma ora occorre tornare al lavoro con spirito di servizio e un principio ben chiaro: il bene superiore è rappresentato dalla scuola e dalla formazione…”

Noi diremmo di più: il bene supremo è rappresentato dagli allievi, e non da giochi politici il cui unico scopo è affossare riforme socialiste per poi poter fare le proprie una volta ripreso il controllo, come i liberali sperano certamente, del dipartimento scolastico. Perché la cosa, al saldo dei lapsus e delle ipocrisie dei comunicati politici, è chiara e lampante a tutti. (leggi qui sotto)

Un’ipocrisia che risulta un po’ patetica, come quella del bullo che si lamenta perché il quattrocchi della classe gli ha dato indietro un calcetto mentre lo tormentava. Il comunicato prosegue sicuro come un proclama medievale e infallibile come un’omelia papale: 

“Il PLR collaborerà con grande motivazione, da oggi stesso, con le altre forze politiche e con il DECS, sebbene al Partito siano state mosse critiche assolutamente ingenerose e infondate.”

Il Partito in maiuscolo è originale, non frutto di un nostro errore. Evidentemente i liberali si ritengono un Partito con la P maiuscola. Siamo un po’ commossi a dire il vero, per le accuse ingenerose rivolte al PLR. Evidentemente, l’idea che il partitone abbia falciato la riforma che voleva abolire i livelli alle medie, – ritenuti classisti -, e che cercava di creare laboratori a classi ridotte, dopo che il parlamento più volte aveva impedito di ridurre il numero di allievi per classe, è totalmente campata in aria.

Sinistra e PPD, si sono sbagliati, il PLR ci tiene alla scuola. Ci tiene talmente tanto, da lasciarla andare in malora, per poi farsele lui, le sue riforme, una volta che il DECS sarà tornato in mani liberali. DECS che peraltro i liberali hanno lasciato a loro tempo preferendogli ovviamente il più importante e strategico dipartimento delle finanze, quello che gli ha permesso di continuare a compiacere gli amici industriali e palazzinari. 

I liberali parlano di una riforma, che ovviamente attuerebbero loro, “vera, moderna e convincente”. Ca va sans dire, che quella socialista, era evidentemente falsa, vetusta raffazzonata. Io penso che le riforme non siano frutto, soprattutto per quanto riguarda la scuola, di un ministro che si alza la mattina con l’idea brillante, ma di un lungo processo, di anni di studio e anche di …sperimentazione. Quella sperimentazione che nel dubbio, i liberali, hanno preferito stroncare alla nascita.

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