La cucina di Marinella

Pubblicità

Di

Marinella se ne stava seduta a tavola tutta composta quando la morte è venuta a trovarla. Almeno due anni fa. L’ha trovata lì, coi suoi capelli chiari a pensare a quello che le serviva dal supermercato: due mele, l’insalata, una fettina, un panino, il detersivo per la lavatrice. E poi forse anche qualcos’altro che lì per lì le sfuggiva, ecco magari un dolcetto, una scatola di biscotti che non si sa mai se mi viene a trovare qualcuno, magari un vicino. Ah e il caffè, che quello lo beve anche chi è a dieta ed è sempre bene averne una scorta in casa, metti che suonano il campanello. 

Solo che il campanello di Marinella non lo ha suonato nessuno per due anni. Due anni e forse qualcosa in più perché Marinella nessuno l’ha più vista dal settembre del 2019, che faceva ancora un bel caldo e invece quando l’hanno rivista, seduta a tavola, mummificata dal tempo e dalla distrazione di cui tutti, me compresa, siamo vittime, era parecchio freddo.

Se ne è stata per due anni seduta a tavola, ferma e immobile così come la morte l’ha trovata. E nessuno per due anni si è chiesto che fine avesse fatto la signora Marinella che non aveva parenti e forse neanche tanti amici. Che è un esercizio complesso quello dell’amicizia e alla fine non tutti ci sono portati. A volte basta un pochino troppo orgoglio, o troppa riservatezza, o semplicemente una incomprensione che non si riesce a superare e, se la vita non ti ha regalato una famiglia, finisci col ritrovarti sola. A tavola. A pensare alla spesa, mica alla morte che ti viene a trovare e se ne frega se in casa hai i biscotti e il caffè, perché lei non accetta niente altro che la vita. 

E così quel giorno che è entrata a trovare Marinella, la morte, non le ha dato neanche il tempo di farla accomodare di fare due chiacchiere e trovare, che so, il compromesso di qualche mese di malattia, giusto quello che poteva servire per non finire dimenticata seduta a tavola per due anni.

“Pensavamo si fosse trasferita”, dicono oggi i vicini… categoria sociale nota per cadere sempre dal pero anche quando nell’appartamento accanto succede una strage, il cui autore viene immancabilmente dipinto come uno che “salutava sempre”.

E insomma tra presunti traslochi, lockdown e distrazione Marinella è rimasta seduta a tavola, da sola. Per due anni. Mentre il mondo, anche quello di Prestino, un quartiere di Como, che non è Hell’s Kitchen a New York, andava avanti. Fino a quando il vento non ha spazzato il cielo e spezzato i rami degli alberi della casa in cui era vissuta, e allora, solo allora, qualcuno è entrato in quella cucina dove non c’erano più caffè e neanche biscotti, ma solo Marinella Beretta seduta a tavola. Composta e dimenticata.

E proprio perché tutti ce la siamo dimenticata, Marinella si merita questo pensiero, che non ripara la nostra dimenticanza, ma restituisce l’affetto che merita ogni essere umano. 

Deborah Dirani 

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

NO,GRAZIE!