La lotta per i peni al cioccolato

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Apre un nuovo negozio di pasticceria erotica a Milano. Non è una novità. L’Erotic Bakery gira da tempo, anche se sembra una novità nel capoluogo lombardo. C’è da domandarsi però cosa sia più scandaloso.

Dicevamo: cosa è più scandaloso? Che ci siano i benpensanti che si alterano per la messa in vetrina di peni, vagine e natiche di marzapane e cioccolato o chi aspetta per tre ore in coda per comprarli?

Mr. Dick, che si può tradurre con signor “pisello”, è entrato in attività pochi giorni fa in Corso di Porta Ticinese. Mr. Dick, autodefinitasi la pasticceria più sexy d’Italia è in realtà un sistema, un po’ stantio a dire il vero, per cercare di offrire un’offerta di nicchia. Ci sta eh? Per l’amor del cielo, lungi da me muovere critiche. A mio parere ognuno può fare quello che vuole. Se ti va una torta a forma di canarino o di vagina sono poi preferenze tue.

Unicamente – ma questo è sempre un mio parere – trovo un po’ triste e poco fantasioso in realtà, indulgere in un crasso umorismo alimentare che occhieggia alla sessualità. Ridicola è dunque la levata di scudi che ha imposto al nuovo protagonista dolciario della città di coprire l’insegna e le vetrine per mantenere il pubblico decoro. Dubito sinceramente che i miei bambini, in età di elementari, si sarebbero resi conto del doppio senso nascosto in maritozzi e pasticcini con forme strane e colori pastello. E se pensiamo agli adolescenti, Pornhub o Youporn hanno modi molto più schietti e anche dannosi di sbattere la sessualità in faccia ai nostri figli.

Comunque il decoro urbano sembrerebbe salvo, con l’occultamento temporaneo dell’insegna che andava in effetti a rappresentare alimenti piselliformi. Il negozio, sul suo profilo Instagram ha dichiarato: “Lotteremo”. Per cosa? Per mantenere un pisello al neon sulla facciata?

Il che mi fa venire un po’ il magone, pensando alle lotte politiche di decenni passati, dove si combatteva per il diritto al divorzio, all’aborto, per abolire l’apartheid in Sudafrica o per la diminuzione dei premi di cassa malati. 

Qui si lotta per il diritto di tenere un cazzo in vetrina, ma vabbè.

Che mi lascia perplesso, sono le vagonate di lombardi che hanno letteralmente preso d’assalto l’esercizio. Ok, non dico che tutti dobbiamo essere eleganti Drusille Foer o educande da collegio, ma portare agli amici una scatola di clitoridi al rum o di prostate candite lo trovo un po’ svilente e anche, in realtà, poco fantasioso. In un mondo dove è sempre più difficile essere originali, ci si rende conto che a volte la retorica è quella che funziona meglio, perché è facile, è ovvia e fa fare grasse risate. Un po’ come i cinepanettoni, a base di tette e di scorregge, che tutti criticano come infimi prodotti della settima arte, ma poi ne decretano il successo al botteghino.

Gente, questo è il mondo, questa è la nostra società, e forse questo negozio è più rappresentativo di tanti altri, di ciò che in realtà ci frulla nel cervello.

Perciò se passate per Porta Ticinese, unitevi alla lotta e compratevi una scatola di testicoli al gianduja, poi tutti in piazza a tirarli alla polizia, che i sampietrini sono duri e pesanti.

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