Minnie contro la società occidentale

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Minnie Mouse, consorte del celebre Mickey, ha recentemente visto il suo look rinnovato in virtù del trentesimo anniversario del parco Disneyland di Parigi. Nelle immagini pubblicate dagli account social del parco, Minnie indossa un completo blu invece della classica gonna a pois. La scelta è anche stata fatta in virtù del “mese della storia femminile”, iniziativa culturale americana che ha spinto i designer a darle un look più moderno rispetto alla datata gonnella.

Questo succede in una settimana piuttosto turbolenta per il panorama politico americano, particolarmente sconquassato da un dibattito sul redesign delle mascotte della marca di caramelle m&m’s. Infatti, stando a molte personalità di FOX news quali il famigerato Tucker Carlson, il personaggio m&m’s femmina non sarebbe più abbastanza sexy: il nuovo design la vede con scarpe da ginnastica anziché tacchi e ciglia e labbra meno pronunciate rispetto a prima. Secondo Carlson il personaggio è ora “inquietantemente androgino”. Segue poi una filippica sul distruggere la femminilità per accontentare “le lobby LGBT e l’ideologia gender”.

Sull’onda di questo dibattito, la conduttrice di talk show conservatrice Candace Owens, ha deciso di scagliarsi appunto contro la nuova raffigurazione di Minnie. Per chi non la conoscesse (beati voi) Candace Owens è un po’ l’equivalente di Tony Iwobi, il celeberrimo leghista nero attivo nella vicina penisola, una persona di colore sfoggiata dalla peggio destra per schermarsi dalle accuse di razzismo. Candace ha una lunga storia di “sparate”, ad esempio negli scorsi mesi ha suggerito di invadere l’Australia per “liberarla dalla tirannia della dittatura sanitaria”. Farebbe anche ridere, se non fosse che la Owens è una delle personalità più di spicco del partito repubblicano – con molti che già la vedono come futura vicepresidente degli stati uniti (mica presidente, non esageriamo, è pur sempre una donna e nera).

Tornando alla roditrice creata da Walt Disney, Owens ha affermato in un’intervista per FOX news che il nuovo look di Minnie non è nientemeno che una minaccia per il tessuto della nostra società.

“Devono sempre trovare cose da cambiare, come se la tradizione li annoiasse o infastidisse. Cercano sempre di distruggere i nostri valori, di cambiarli come se ci fosse qualcosa di offensivo. [loro] vogliono prendere tutto ciò che siamo come popolo e farlo a brandelli”

Sempre secondo Ownes, il redesign di Minnie (ricordiamo, localizzato unicamente a Parigi e in virtù di una specifica occorrenza) è anche uno strumento per distrarre le masse dai vari problemi che gli USA stanno attraversando, principalmente l’attuale difficoltà americana nel riempire gli scaffali dei negozi. Il che, ricordiamo, è una diretta conseguenza della campagna di Trump contro la Cina. 

Tutto simpatico, ma questi “dibattiti” su temi assurdamente irrilevanti celano una realtà più cupa. Il partito Repubblicano sa di non poter competere con quello democratico in termini di risultati concreti; pertanto, ha sguinzagliato i suoi mastini ordinandogli di tirare in piedi polemiche colossali su temi come questi. La ragione per cui i repubblicani sembrano prontissimi a lanciarsi in agguerrite discussioni sull’eroticità di una caramella al cioccolato è che non resta loro nulla su cui potersi confrontare ad armi pari con l’altro lato della medaglia della politica americana. 

Repubblicani alle corde? Non troppo. In un paese che ancora proibisce Harry Potter dalle scuole perché incoraggia la stregoneria, questo tipo di polemiche fanno presa. E sebbene non abbiano un grande effetto sull’elettorato democratico, ecco bisnonno Biden al soccorso! Il presidente sta vedendo tassi di approvazione appena sopra il 40%, o 20% se guardiamo i dati relativi all’elettorato sotto i 30 anni – soprattutto per via di una lunga lista di promesse mai mantenute. I repubblicani non hanno altro da fare se non cavalcare questo discontento, confondendo e inalberando la popolazione con dibattiti “culturali” senza capo né coda. L’esperimento americano continua, e il peggio deve ancora venire.

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