Non dare corda ai no vax

Pubblicità

Di

Qua da noi – e in gran parte del mondo – abbiamo largamente “tollerato” gli antivax, permettendo loro di imperversare e arginandoli solo con alcune limitazioni per quanto riguarda l’accesso a certi spazi o eventi. Ma in Uganda, paese africano abitato da 45 milioni di anime, non si cazzeggia mica. Il comitato per la salute pubblica del parlamento ugandese si è espresso in uno statement in cui viene affermata l’intenzione di multare o imprigionare coloro che ancora rifiutano il vaccino. 

Il Paese è stato colpito piuttosto duramente dalla pandemia, ha infatti dovuto imporre severi lockdown per gli ultimi due anni. Oltre al danno economico, vi è anche quello sociale: il sistema scolastico ugandese ha sofferto molto, e le Nazioni Unite hanno definito gli eventi come “la più grande interruzione dell’operato delle istituzioni educative dovuto al covid nel mondo”. Considerate le scarse capacità finanziarie e tecniche del povero e sperduto Uganda, non stupisce che il governo abbia intenzione di prendere misure più serie. 

Secondo la proposta del comitato, chi non si vaccina incorrerà in una multa di quattro milioni di scellini ugandesi (1150 franchi) o sei mesi di prigione. Vengono dubbi sul quanto sia una buona idea concentrare tutti i non vaccinati in prigioni che per standard igienici e strutturali non sono proprio al pari della Norvegia, ma vi sono buoni motivi a spingere il governo in questa direzione. 

L’Uganda è anche stata vittima di un caso particolarmente acuto e pervasivo di disinformazione per quanto riguarda il vaccino, e ad oggi si contano solo 16 milioni circa di vaccinati. Poco, se si considera che il paese ha ricevuto aiuti e donazioni da diverse nazioni – tra cui Cuba, Canada, Cina, Danimarca, Regno Unito…

La ministra ugandese per la salute, Dr. Jane Ruth Aceng, raggiunta dalla CNN, ha sottolineato che le nuove misure sono il secondo passo: era già in vigore una multa di 2000 scellini (0.60 franchi), che il comitato per la salute pubblica ha giudicato come “inefficace e insufficiente”.

“quando viene introdotto un vaccino, dobbiamo raggiungere una massa critica di vaccinati in modo da creare un’immunità di massa. È importante che chiunque debba vaccinarsi lo faccia, troppo importante per lasciare i numeri al caso” -sempre la Dr. Aceng, citata stavolta da un comunicato stampa parlamentare. 

Troppo? Forse sì, ma bisogna sforzarsi di abbandonare la nostra prospettiva da paese ricco e sviluppato. L’Uganda conta finora 163.000 casi totali e 3500 morti – cifre anche piuttosto basse per un paese da 45 milioni, ma va considerato che le strutture mediche e ospedaliere non sono sviluppate o efficienti quanto le nostre. Ergo, ogni malato “conta di più” rispetto a quanto non conti da noi. L’Uganda manca anche di strutture in grado di produrre nuovi vaccini (cosa che comunque non potrebbe fare perché a quanto pare teniamo di più ai brevetti che alle vite umane), ragion per cui ha dovuto appoggiarsi a donazioni estere. Ma i vaccini hanno una data di scadenza, e continuare a speculare sulla solidarietà altrui non è un gran piano a lungo termine. 

Sì, le nuove leggi sono molto severe. Ma l’Uganda si trova in una vera e propria corsa contro il tempo. Non può sopportare e sostenere altri lockdown, e deve raggiungere una certa soglia di vaccinati prima che le dosi a disposizione scadano. 

Detto tutto questo, magari anche da noi una buona via di mezzo tra il sistema svizzero e quello ugandese non sarebbe poi così male…

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

NO,GRAZIE!