Per convinzione lasci morire tuo figlio?

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Questioni di lana caprina, o di vita e di morte. Due genitori no vax, un figlio cardiopatico che necessita un’operazione urgente. L’operazione bloccata dai genitori, che non volevano trasfusioni di sangue da persone vaccinate.

E qui siamo al delirio. Perché quando le tue idee sono malate al punto che preferisci sacrificare sull’altare tuo figlio per le tue idee, qualcosa di storto nella tua mente c’è. 

Abramo, padre di Isacco, aveva la scusante di un Dio che glielo chiedeva per metterlo alla prova: vai sul monte Moriah e taglia la gola al tuo pargolo. Abramo ubbidiente e senza esitare, porta il figlio sul monte, lo adagia su una pietra, estrae il coltello che usa probabilmente per sgozzare le pecore e si appresta all’atto. Per fortuna un angelo del Signore scende e ferma la sua mano. Insomma, era un bello scherzone di Dio per mettere alla prova la fede di Abramo.

L’ho sempre trovato un passo della Bibbia particolarmente idiota e odioso. Ma lasciamo perdere disquisizioni teologiche sul pentateuco. I due genitori di Modena, convinti no vax, si sono scontrati con la giustizia e con la sanità pubblica, che non ci stanno a far morire un bambino in seguito a pregiudizi idioti.

La questione infatti è finita immediatamente in mano alla giustizia, anche perché in questi casi, in ogni paese civile e ragionevole, ci sono dei protocolli. Se le tue credenze e i tuoi pregiudizi sono un diritto, non è un diritto far morire un minore in seguito alle tue paranoie. L’assoluta sicurezza scientifica che il sangue di un vaccinato non sarebbe letale per il bambino (ovviamente) ha spinto il giudice del Tribunale di Modena preposto al caso, ad accogliere il ricorso interposto dal policlinico Sant’Orsola di Bologna, che si era opposto alla volontà dei genitori.

Genitori che avevano espressamente chiesto ai dottori di fare trasfusioni al bimbo (che ha 2 anni) provenienti solo da persone non vaccinate, persone che i genitori avevano trovato tra amici e simpatizzanti di una chat no vax. 

Inutile spiegare che la donazione di sangue non è una cosa da prendere alla leggera e, che ci sono dei protocolli da seguire, anche e proprio per evitare che malattie o patologia vengano trasmesse dal sangue altrui. Insomma, non è il supermercato della carne. I medici del Sant’Orsola, ritenevano l’intervento urgente e non rinviabile.

Dalla loro parte, i due no vax non volevano trasfusioni non controllate per i soliti motivi cretini: le presunte sostanze nascoste nel vaccino, come il famigerato grafene e la presunta presenza di tracce di embrioni. Insomma, il meglio delle fake news più imbecilli. Ha del miracoloso che non si siano preoccupati che venisse iniettato al bimbo, insieme al sangue, uno dei famigerati microchip di Bill Gates. Per le loro idee malate i due hanno invocato motivi di “carattere religioso”.

A questo punto, per quanto mi riguarda, puoi invocare gli alieni o anche gli Avengers, non me ne frega nulla delle tue motivazioni. Anche solo ritardare un intervento del genere per motivi che qualsiasi persona con un po’ di sale in zucca valuterebbe ridicoli, è semplicemente vergognoso. Per quanto possa capire la mente malata di certe persone, è però anche vero che è profondamente giusto ed etico che un sistema sanitario e la giustizia, impediscano, come in questo caso, a due genitori di creare pregiudizio alla salute del proprio figlio.

Un problema non nuovo. Come molti sanno, questioni del genere nei decenni passati erano sorti per i testimoni di Geova, che per credenza religiosa non possono assumere sangue. Un paio di anni fa una donna di 70 anni, in Molise, si era lasciata morire rifiutando una trasfusione di sangue proprio in seguito a questa credenza religiosa. E se è lecito, anche se stupido, che un adulto decide se buttare la sua vita alle ortiche, meno lecito lo è se lo impone a un minore. 

In questo periodo di covid abbiamo visto di tutto, anche persone che rifiutando di intubarsi, negando il virus fino all’ultimo, preferivano morire che rinnegare le proprie scelte. Un atteggiamento triste e malato che ha portato, ad esempio, la morte del biologo e convinto no vax Franco Trinca il 5 febbraio scorso. Trinca era apparso anch’esso in televisione a difendere le sue tesi deliranti.

Uno spreco di vite inutile, a causa di idee assurde e incomprensibili ai più. Un fanatismo che accompagna l’umanità da sempre e che vede nei social e nei media una ridondanza che probabilmente lo alimenta. Ma dare la colpa ai media è anche un alibi. Semplicemente siamo noi. Impauriti, terrorizzati da tutto, privi di equilibrio, che ci trinceriamo dietro alle nostre credenze come a scudi di acciaio, quando in realtà sono solo e semplicemente paratie di carta velina che si squarciano alla prima folata di vento.

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