Un Botticelli da 45 milioni di dollari

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È servita una strasudata battaglia di sette minuti fatti di rilanci, dentro tattiche varie e nell’ondeggiare ora sincopato ora plateale delle alzate di mano, per aggiudicare il “Cristo dei Dolori” di Sandro Botticelli il cui fantasma ha pennellato di adrenalina la blasonata sala di Sotheby’s, sino alla stilettata del martelletto che ha picchiato secco nell’attesa dell’assegno del vincitore, disposto a sborsare 45,4 milioni di dollari, diritti d’asta compresi.

Il dipinto su tavola è stato la vera star della sessione e l’interesse scatenato fra i collezionisti ben forniti di ciccia si è manifestato alla grande , considerando anche gli effervescenti esiti dell’esame del quadro che avevano rivelato agli esperti investigatori , sotto l’immagine di un intensissimo Gesù con i simboli della passione, la mite figura di una Madonna col Bambino.

E il nome del grande artista, già sugli scudi nel gennaio del 2021 grazie allo straordinario ” Ritratto di Gentiluomo con Tondo” conquistato da un anonimo appassionato asiatico pronto a firmare un rettangolino con la cifra di 92 milioni di dollari, si è allungato nei disturbati sogni dei suoi ammiratori sino a suonare nella completezza : Alessandro di Mariano di Vanni Filipepi.

Austero e quasi depistante ,a incorniciare la grandezza di un pittore che nel 1482 , dieci anni prima della scoperta dell’America, seppe varcare i limiti delle terre dell’Arte con la rassrenante e inarrivabile “La Primavera”, dove le tre Grazie, compagne leggiadre della dea dell’amore Venere, danzano un eterno girotondo immerse nella immortalità di un capolavoro pervaso da uno Zeffiro che brucia di passione.

Tornando al  “Cristo dei Dolori”, quasi dettato da una ipnosi di devozione e di ascesi, occorre dire che era rimasto nell’ombra per lungo tempo, riservato alle rapite ed egoiste occhiate di qualche privato, sino a riaffiorare nella collezione di Adelaide Kemble Sartoris, una celebre e affermata cantante operistica inglese.

E fu la trisnipote di Adelaide, una certa Lady Cunynghame, forse sprovveduta o forse semplicemente nobilmente in bolletta, a venderlo in un’asta nell’anno 1963, per la miserevole cifra di diecimila sterline ,all’invero piuttosto offensiva nei confronti di un gigante della pittura.

Si mormora che in quel frangente – in un tremore di ubiquità solidale – la stupenda Annunciazione di Maria ebbe un sussulto, nella Galleria degli Uffizi di Firenze, sino a vibrare di indignazione propria, avvicinandosi di un filo ancora alle mani dell’angelo  che trepidante attende l’accettazione del messaggio.

Ma ora il “Cristo dei dolori” si è riscattato e si appresta a onorare la confermata prenotazione per una importantissima mostra di Botticelli a Minneapolis , dove qualche critico certo evocherà un’epoca di irrequietudine religiosa dominata dalla paura della imminente fine del mondo e dalle urticanti sferzate di un Savonarola predicatore quaresimalista. 

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