Batman non andrà in Russia

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E chissenefrega, direte voi. Voi che da bravi occidentali avete accesso a tutte le piattaforme streaming. Ma le major, che hanno deciso un embargo cinematografico nei confronti di Mosca, contribuiscono forse a una storia che può cambiare le sorti del conflitto.

A molti potrebbe sembrare una questione senza grandi ripercussioni e priva di significato. Come può Batman competere con i mig e i tank russi? Proviamo a pensarci.

Il film, prodotto da Warner media, sarebbe dovuto uscire venerdì scorso, ma la major cinematografica ha deciso di boicottare il mercato russo, insieme alle colleghe Pixar e Disney. (guarda il trailer)

L’uomo pipistrello diventa così la testa di ponte di un’azione volta a privare i russi degli ultimi arrivi in campo cinematografico.

Consideriamo però i fatti: ormai i russi non sono più quelli delle avanguardie pittoriche sovietiche, dei film di Sergej Eisenstein e delle poesie di Il’ja Eremburg. Il popolo di Putin a 33 anni dal crollo del muro di Berlino, è un popolo europeo. Un popolo che veste Prada, che mangia McDonald e che guarda i film della Disney.

Quello che a noi può sembrare un gesto futile, aumenterà la consapevolezza dei russi di essere isolati. E non parliamo dell’élite al potere, ma del popolo minuto. Il russo comune, quello che già oggi è confrontato con i bancomat all’asciutto, con il prezzo del pane aumentato e con i voli bloccati, si accorgerà di non far più parte di quel circuito filmico che lo lega all’Europa e al mondo. Sentirsi isolati crea disagio ed è logico che questa sanzione che sembra minima, contribuirà a creare ancora più dubbi in un’opinione pubblica che non sembra poi così compatta dietro al despota del Cremlino.

Ed è lì che si deve martellare se si vuole ottenere qualcosa. Sull’opinione pubblica russa, che non ha nessun vantaggio reale in una guerra, anzi, ha solo da perderci. Domandatevi cosa frega a un moscovita o a un abitante di Novosibirsk se le repubbliche di Donetsk e Lugansk sono o no nella sfera di influenza russa. 

Nonostante tutto, l’unica vera opzione per uscire da questa situazione, è la rimozione in un modo o nell’altro, di Vladimir Putin. Un uomo dall’ego smisurato che non ha nessuna intenzione di andarsene, un uomo che sembra, visti i fatti, avere poco chiara la visione di ciò che sta succedendo. 

“I suoi leader militari sanno che Putin è sempre più isolato e illogico, i generali russi hanno i mezzi per farlo cadere e noi gli chiediamo di agire” .

Ha detto recentemente il sottosegretario agli esteri inglese James Clevery, e nelle cancellerie occidentali e tra gli analisti si fa sempre più strada, come unica ipotesi in grado di fermare il conflitto.

E a far saltare Putin, non saremo noi o gli statunitensi, a farlo possono essere solo gli oligarchi, i militari, i servizi segreti, con l’avallo di una buona parte della popolazione. E non siamo ancora arrivati a questo punto, anche se un sondaggio del Centro Levada, istituto indipendente russo, indica che ad appoggiare Putin sarebbe solo il 41% della popolazione russa, una percentuale che può cambiare rapidamente.

Sanzioni e isolamento mondiale, possono fare pressioni pesanti su questo meccanismo, anche se mettere un leone all’angolo lo rende furente ed imprevedibile.

Sapremo a breve se Batman avrà contribuito alla fine del conflitto, sconfiggendo il leone, o se è rimasto nei cieli di Gotham a togliersi la lanetta dall’ombelico.

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