Carnevale all’ospedale

Pubblicità

Di

Nella settimana del carnevale, a Bellinzona, il pronto soccorso dell’Ospedale San Giovanni, ha registrato un numero di ricoveri perfino maggiore di quello degli anni che hanno preceduto la pandemia. Malgrado l’affluenza di persone sia stata inferiore rispetto ai precedenti carnevali, al contrario c’è stato un significativo aumento di coloro che hanno avuto bisogno di cure mediche. Quest’anno in 34 sono finiti all’ospedale. Erano stati 21 nel 2019, 19 nel 2017 e 24 nel 2016. Ma come si spiega quest’aumento?

Partiamo dall’inizio. Il carnevale è una festa piuttosto recente. Non sembra avere origini pagane. Le prime tracce risalgono infatti al tardo medioevo. E si dice che il carnevale sia nato dal bisogno di sfogarsi, di lasciarsi andare prima di entrare nel periodo quaresimale. Prima di dover rigare dritti, di tirare la cinghia e digiunare. Anche perché, da sempre, Quaresima fa rima con penitenza. 

E, fra le penitenze a cui noi tutti siamo stati costretti negli ultimi due anni, ci sono ovviamente le restrizioni imposteci dal Covid. In pratica è stata una Quaresima lunga due anni. Non a caso c’è chi, il giorno che ha sancito la fine di quasi ogni restrizione, l’ha definito il Freedom Day. Perciò c’è ben poco da stupirsi se il carnevale, pur in versione light, abbia registrato un’impennata di ricoveri per eccessi e abusi vari. 

Del resto la fisica ce lo insegna, più la pressione accumulata è alta e maggiore sarà il botto che faremo nel momento in cui salta il tappo. Ed è esattamente così che è andata. Di fronte al “tana liberi tutti” c’è chi ha esagerato e il carnevale, almeno per chi lo ha festeggiato, è stato anche un modo per tornare a vivere, per farlo secondo schemi già sperimentati. 

Che sia di rito romano oppure il carnevale ambrosiano, la sostanza non cambia. Ci si sfonda di alcool o di altro a seconda del modo in cui si è deciso di eccedere, di rompere le fila delle regole e della normalità. Peccato solo che si debba arrivare a ciò per poter ritrovare un equilibrio. Per potersi liberare dal giogo di una quotidianità che è troppo spesso una continua Quaresima.

Ma è davvero questo l’unico modo possibile per potersi sentire a proprio agio nella propria pelle? Quello di stordirsi fino a non capire più nulla? Soddisfacendo il bisogno di togliersi di dosso il fardello della quotidianità per sentirsi così finalmente liberi di esagerare? Di fare follie? Follie vere? A quanto pare sì. In una società che ci ha inquadrati, inscatolati, soffocati, ecco che l’unica via per ritrovare un equilibrio ormai perduto sembra essere quella dell’eccesso. Della trasgressione. Della follia per un giorno.

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

NO,GRAZIE!