Erich Fromm: avere od essere?

Pubblicità

Di

Erich Seligmann Fromm, psicologo, psicoanalista, sociologo, filosofo e investigatore dell’enigmatico alito della psiche umana, muore a Muralto il 18 marzo del 1980. 

Fromm riflette il suo ultimo pensiero nello specchio del lago Maggiore pettinato da una brezza che disegna una stramba scriminatura sulla superficie delle sue acque , quiete e sfrangiate dentro gli occhi di un pescatore cogitabondo nel logoro barchino : e se anche un pesce persico percepisse il pur minimo travaglio del dilemma che pervade il mondo, fra l’avere o l’essere? 

Fromm, certo un gigante del pensiero, incute in genere ai più una sensazione di timorosa soggezione e forse anche uno sfarfallio di quel disturbato presentimento che tende a tenerci ben distanti – forse per prudenza o forse per comoda inerzia- dai fondamentali temi dell’esistenzialismo.

Le varie modalità dell’avere e le intime estensioni dell’essere sono le figlie di una stessa tormentata mamma o rappresentano una titanica antitesi destinata a restare eternamente scissa e irrisolvibile?

L’opera di Erich, pubblicata nel 1976 negli Stati Uniti, è racchiusa in un libro strategicamente pregnante e raccorda mille fili sottili con la grande fune della psicoanalisi umanistica, studiando tenacemente  le caratteristiche dell’eterno rapporto fra egoismo e altruismo, che cozzano nella diagnosi della condizione  di crisi che si macera dentro le contraddizioni della società contemporanea.

L’analisi delle quotidiane esperienze è un viaggio – con tanto di bagagli ben provvisti- che varca i confini dei riferimenti linguistici, letterari e filosofici, figli del pensiero occidentale, approdando sino al buddismo che sostanzialmente prefigura la rinuncia dell’atteggiamento dell’appropriazione  e dell’individualismo incentrato sul materialismo.

E lo svuotamento progressivo del pozzo dell’avere si avvicina sempre di più all’erosione di quell’edonismo radicale – e pure un poco schifoso – che racconta l’antiepica del “tutto quanto è mio”. 

Fromm sostiene  la reale possibilità di una fuga dalla massimizzazione dei piaceri del possesso propugnando il prototipo dell’uomo nuovo inserito in una rigenerata società, fondata sulla garanzia ineludibile dell’essere.

Certamente questo arduo passaggio abbisogna del contributo essenziale del “cuore umano” , dove il sentimento narra che risiedano coerentemente le risorse più pure necessarie per una mutazione dove il concetto dell’essere implica un rapporto mobile, attivo, pulsante e pensante tra “L’io e l’altro, tra l’uomo e la natura”.

Certamente non facile leggere Fromm ma ancora più difficile rinunciare al tentativo di comprenderne i pensieri, laddove la via più giusta sembra essere quella che si snoda dentro la corretta etica della riflessione e del ragionamento, svuotati dallo smodato gonfiore dell’estetica attaccata alle cose.

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

NO,GRAZIE!