I russi hanno sempre ragione

Pubblicità

Di

Kirill Kleimyonov, dirige il canale televisivo di stato russo Channel One. Un po’ la nostra RSI 1 per capirci. Solo che al posto di Alain Melchionda e Francesca Campagiorni, ci sono i Kirill e le Marine.

Marine, come Marina Ovsiannikova, la giornalista che qualche giorno fa ha protestato in diretta per fermare la guerra facendo irruzione durante un TG. Un atto che non possiamo definire che coraggioso.

Perché ognuno di noi se la sarebbe fatta nelle mutande, al solo pensiero di violare una legge in tempo di guerra che può comminare 15 anni di carcere per tradimento, in un regime come quello che c’è attualmente in Russia. Marina è stata subito rilasciata anche se è in attesa di processo. Questo è il potere dei media, anche per Putin è difficile sbattere in galera una tizia che è finita sul primo canale in diretta e che è stata ripresa da mezzo mondo. 

Questo non vuol dire che Marina sia salva, sta già cominciando la retorica del tradimento, quella che svilisce la “ribelle”. Kirill Kleimyonov, come dicevamo, direttore della testata, è intervenuto per raccontare a tutti i russi che Marina è una spia britannica, e che è stata pagata.

Ragionandoci, mi domando quanti di noi, per denaro, rischierebbero non solo di perdere il lavoro e di essere additati come traditori, ma di rischiare anche anni di carcere o peggio. Spie sì, imbecilli no. Le spie da che mondo e mondo si nascondono, non vanno in televisione coi cartelli. 

Eppure la Russia continua con un tipo di propaganda che abbiamo testato tutti negli ultimi anni, fatta di mezze verità, di bugie, di concetti espressi all’esasperazione.

E se pensate che da noi non potrebbe succedere, ricordatevi del ventennio berlusconiano dove c’era gente che formava le sue opinioni politiche solo sul TG di Emilio Fede a rete 4 o che ascoltavano solo Salvini e i suoi post deliranti anti-immigrati. E come non pensare agli statunitensi, che imbobinati dalla propaganda,(anche qui coadiuvata dai russi) elessero il peggior presidente della loro storia, Donald Trump.

Questo è il mondo oggi, quello in cui se si è bravi, abili e veterani dell’informazione mediatica e social, si può fare la differenza e portare il mondo alla deriva. 

Che i coreani si bevano tutto quello che dice Kim Jong-un, dopo un regime durato quasi 70 anni e tre generazioni di despoti, è normale. Riusciamo a stupirci invece per i russi che si stringano intorno al loro governo, credendo alle fanfaluche che gli propina. Al punto che le stesse famiglie si spezzano (come per i no vax) dove i padri non credono ai figli e le nonne ai nipoti. Gli stessi soldati russi, in buona parte, sono convinti di andare a “liberare” gli ucraini.

Perché farsi un’idea indipendente, senza subire gli influssi della categoria sociale alla quale siamo agganciati è difficile. Certo i dubbi ci sono, ma vengono facilmente sopiti da una narrazione rassicurante, che ci fa sentire parte del branco e che ci evita di dover avere troppi conflitti di coscienza. E allora gli ucraini sono governati dai nazisti drogati e i russi altruisti vanno a liberarli.

D’altronde stesse frottole tirò fuori Bush padre con la tesi delle armi di distruzione di massa che Saddam Hussein avrebbe avuto nascoste in cantina, armi che poi si volatilizzarono come neve al sole perché non erano mai esistite. Ma il pretesto bastò per l’invasione. Gli statunitensi, in buona parte, ci credettero.

La propaganda di regime, soprattutto in un paese in guerra, è difficile da contrastare. Si diventa immediatamente il traditore, colui che dubita è, come in una struttura religiosa e fideistica, messo alla gogna come eretico e dunque pericoloso. E nessuno vuole apparire pericoloso per la società in cui vive, occorrono coraggio o sconsideratezza.

Ecco perché il gesto di Marina Ovsiannikova ha odore di martirio. Un atto che ai più appare come autolesionista e che non si sposa assolutamente con la tesi della spia britannica, che ad occhi esterni appare profondamente ridicola. Non così probabilmente agli occhi dei russi, che hanno così una giustificazione che rasserena la loro narrazione. Marina era una spia, ora si spiega tutto. Avevamo, alla fine, ragione noi. 

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

NO,GRAZIE!