Il Medioevo prossimo venturo

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L’ospite della trasmissione “La Matinale” delle radio della svizzera francese, Albina du Boisrouvray, ha dato, secondo il mio parere, la miglior definizione della situazione attuale: “la guerra tra Russia e Ucraina è medioevale con tecnologie del terzo millennio”. Le conseguenze sono facilmente deducibili: un contesto esplosivo che non riguarda solo i due paesi belligeranti. 

Che politicamente siamo ritornati in era medioevale lo si può evincere da alcune dichiarazioni di leader di diversi Paesi – Svizzera compresa – che hanno immediatamente chiesto di aumentare gli investimenti negli armamenti e di rafforzare gli eserciti, come se questa fosse la soluzione. In realtà sembra piuttosto una gara tra bulli di periferia con conseguenze potenzialmente devastanti. Da noi c’è chi ha chiesto al Consiglio federale di invalidare il referendum sull’acquisto dei nuovi aerei F35; gli stessi che normalmente sbandierano la supremazia della volontà popolare.

La storia dovrebbe averci insegnato che contrapporre alla stupidità, altra stupidità non porta a nulla di buono. Ma la lezione non è mai recepita. 

L’ascesa al potere di Hitler è stata favorita dai proibitivi risarcimenti di guerra imposti dai vincitori della Prima guerra mondiale alla Germania poi, anche quando le cose stavano chiaramente degenerando, si è preferito chiudere un occhio e continuare a fare affari con la Germania nazista. La stessa cosa è successo con la Russia che dopo la fine dell’Urss, aveva cercato di avvicinarsi all’Occidente, ma la risposta invece è stata di esercitare pressioni crescenti ai suoi confini e in parallelo fare affari con un’oligarchia e un potere politico che anno dopo anno diventava sempre più totalitarista. 

Un’altra lezione che gli attuali signorotti medioevali avrebbero dovuto imparare dalla storia degli ultimi cinquant’anni è che le guerre si possono solo perdere. Chiedete agli Stati Uniti, che hanno speso miliardi e sacrificato migliaia di vite umane in conflitti che hanno sempre perso. 

Evidentemente io non so come sia possibile risolvere queste ennesimo conflitto, ma mi sembra logico che non è inviando armi sul terreno di guerra che si troverà la soluzione. Suggerirei di provare a sedersi a un tavolo e iniziare a discutere seriamente magari sorseggiando un buon bicchierino di vodka.

In problema è che abbiamo un’altra guerra da combattere, ben più fondamentale per la sopravvivenza dell’essere umano, ma che sembra non preoccupare più di tanto, forse a causa del paradosso della rana, che messa in un recipiente bollente schizza subito fuori, mentre se la metti in recipiente con acqua fredda e riscaldi ci lascia la pelle. L’ultimo rapporto dell’Ipcc, ha detto chiaramente che il tempo a disposizione per invertire il disastro climatico è finito. O agiamo subito o sarà troppo tardi. E cosa facciamo: ci mettiamo a fare la guerra. Beh, in fondo anche questa è una soluzione: una guerra globale potrebbe ridurre drasticamente la popolazione e riportarci al Medioevo: problema risolto.

Che la lungimiranza sia ormai un vago ricordo sia dei politici che della popolazione, è evidente anche con la pandemia. Gli scienziati – che verosimilmente ne sanno più del Giovan di Pregassona – ci dicono che è fondamentale vaccinare in fretta la maggior parte della popolazione mondiale perché altrimenti potrebbe svilupparsi una nuova variante molto pericolosa. E invece… Gli stati hanno finanziato con soldi pubblici i vaccini ma Pfizer e Moderna hanno ringraziato depositando brevetti e dettando le regole del gioco, che a Pfizer hanno garantito nel 2021 profitti per 22 miliardi, mentre in Africa i vaccinati sono pochissimi (circa il 10%) e Omicron sembra particolarmente pericolosa per i neonati. Ma nemmeno i calcoli economici interessano molto. Il Fondo monetario internazionale ha stimato che vaccinare tutto il mondo costerebbe 50 miliardi, mentre la diffusione di una nuova variante potrebbe causare perdite per 4500 miliardi di dollari.

Dunque, che conclusioni trarre? Boh, fate un po’ voi.

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