In RSI con la cravatta rossa? Comunisti!

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Qui mi vengono in aiuto 25 anni di satira. Anni che mi hanno fatto capire una verità incontrovertibile: per quanto cerchi di far ridere, c’è sempre un besugo che involontariamente fa ridere più di te.

In questo caso è il signor Enrico di Sonvico. Il tenero Enrico esordisce, in una lettera di ieri al Corriere del Ticino con: “…pur non essendo liberale, non posso fare a meno di evidenziare una palese scorrettezza…”.

E qua già cominci a sentire odore di bruciato. Come quelli che cominciano il discorso con. “non è per essere razzista…”. E poi salta fuori che sono leghisti fino all’osso.

Comunque il signor Enrico, che liberale non è, ha un’appunto da fare alla RSI. Ma lasciamo la parola al paladino della correttezza mediatica, visto che Enrico ci ha pure pensato sopra per un congruo lasso di tempo prima di lanciare i suoi strali:

“Ci ho pensato un paio di giorni e mi sono convinto che non sia stato un caso. Ma andiamo con ordine.

Pur non essendo liberale, non posso fare a meno di evidenziare una palese scorrettezza della RSI ai danni del PLR che mi ha provocato un sincero disgusto…” 

E qui già ci tremano un po le vertebre, che sbattendo tra di loro emettono un acciottolio a mò di xilofono. Cosa avrà disgustato Enrico? Quale altra corbelleria avrà avallato Timbal?

“…RSI: telegiornale di sabato 12 febbraio 2022, servizio riguardante l’assemblea dei delegati PLR a cura del signor Riccardo Bagnato Bulgarelli. Dopo aver riportato quanto accaduto durante l’assemblea, il servizio volge al termine e per le considerazioni finali vediamo come di consuetudine, un bel primo piano del giornalista. Fin qui nulla di strano, se non fosse per un “piccolo” particolare che non ho potuto fare a meno di notare e che credo non sia sfuggito agli occhi di molti telespettatori:…”

Oggesù, cosa mi è sfuggito? Lo sguardo torvo del giornalista? Il moccio che colava ignorato da una narice? Il tatuaggio di una croce uncinata che spuntava dal bavero?

“…la cravatta rossa del giornalista…”

No dai coso…mi stai prendendo per il sedere. Mi stai dicendo davvero che ti ha disgustato la cravatta rossa? Ma Enrico da Sonvico non si ferma, ormai è inarrestabile come una magmatica cascata con simpatie liberali pur non appartenendo al gremio partitico.

“…Ebbene sì, la cravatta. Forse una spiacevole coincidenza? Forse una banale scelta cromatica? …”

Dal basso della mia ignoranza, con grande umiltà e rispetto mi viene da rispondere: sì. Ha scelto quella la mattina. Magari era buio e pensava fosse viola. Anche perché l’alternativa in effetti fa paura: il giornalista scientemente e per sprezzo liberale, sceglieva apposta una cravatta rossa per umiliare un partito che già da solo non scherza nell’autoinfliggersi ferite quasi mortali. Comunque per rasserenare Enrico, posto qui sotto una serie di personaggi insospettabili di simpatie di sinistra con cravatta rossa

Ma diamo ulteriore corda ad Enrico, perché è un tizio oggettivamente spassoso, glielo concedo:.

“Ad ogni modo una cravatta rossa. Lasciamo stare la qualità del nodo (discutibile, ma forse voluto proprio per farla notare? È solo un’ipotesi ovviamente) ma per favore, non venite a dirmi che un giornalista della RSI si presenta casualmente all’assemblea nazionale del PLR con una cravatta rossa, Non ci credo!

Non prendetemi in giro. Ognuno è libero di classificare l’accaduto come meglio crede, personalmente credo che si tratti di una spiacevole coincidenza oppure di una spiacevole scelta…”

E niente. Voglio conoscerti Enrico. O sei uno che vive in un marasma di idee psicotiche, o sei il miglior satirico underground dai tempi di Elio e le storie tese, insomma un maestro. Propendo per la seconda ipotesi, perché mi rifiuto di pensare che uno scriva al giornale per il colore di una cravatta, E magari ha fatto anche reclamo all’ombudsman, cha allora sarebbe veramente il tocco di un artista. 

Ma aspetta…ora che mi sovviene, io ho in armadio una cravatta nera…se uno più uno fa due…

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