La guerra ai tempi di internet

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Erano in molti a dire che la guerra in Ucraina sarebbe stata la prima guerra a svolgersi anche sul fronte di internet. Si parla di una guerra combattuta in un Paese occidentale, le cui infrastrutture per le telecomunicazioni sono sufficienti a garantire un accesso a internet paragonabile a quello che abbiamo noi. Per quanto ce lo si potesse aspettare, è comunque importante non sottovalutare le possibili conseguenze sul mondo. 

Un assaggio di cosa poteva essere una guerra via internet lo avevamo avuto durante la lotta allo Stato Islamico. La propaganda online del califfato era riuscita nell’attirare un numero record di “foreign fighters”, ovvero combattenti volontari provenienti da altri paesi. Lo Stato Islamico (o quantomeno il suo ufficio stampa) si era distinto anche per la produzione di video propagandistici di una certa qualità, che fecero molto scalpore in occidente. 

Nonostante tutto ciò, per una questione di distanza geografica e barriere linguistiche, l’europeo medio era comunque abbastanza distaccato dalla vicenda. Questo è un lusso che non ci è concesso con il conflitto in atto in Ucraina; la facilità con cui aggregatori e agenzie media possono raccogliere e tradurre fonti russe o ucraine è senza precedenti, e per la prima volta assistiamo a una guerra narrata pressoché minuto per minuto. 

Le battaglie sono feroci anche nell’arena dell’informazione, di cui internet è ormai parte integrante. Ovunque sul web si moltiplicano video e foto in cui si esibiscono trofei, decantano atti di eroismo e si narrano piccole quotidianità della guerra. Se da un lato c’è un valore nel poter osservare le esperienze dei civili ucraini in diretta, l’accesso incontrollato a un flusso di informazioni di tale portata può trarci in inganno. 

Infatti, nonostante la rapidità in cui viaggiano le informazioni, la guerra in Ucraina è ancora avvolta da una “nebbia” di rumore digitale; è difficile avere informazioni precise su chi controlla quali città, con account di twitter di ufficiali di ambo le parti che si contraddicono e testimonianze contrastanti. C’è chi sostiene che l’invasione russa sia un disastro con perdite altissime e zero veri progressi, e altri che affermano l’imminente collasso dello stato Ucraino. Quel che certo è che ambo le parti stanno lavorando alacremente per produrre più materiale possibile, in una lotta a creare una certa percezione dell’andamento del conflitto agli occhi esteri. Paradossalmente, ci sono così tante telecamere che non si riesce a vedere con chiarezza.

Noi non siamo certo il bersaglio principale di questi sforzi, ma ci troviamo comunque nella posizione di essere fuorviati. Cosa da cui è importante proteggerci, dato che pare oramai ovvio che ci stiamo addentrando in un decennio in cui accadranno molte cose. 

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