Nell’attesa di una guerra nucleare

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Fin dallo scoppio della guerra in Ucraina, Vladimir Putin non ha fatto mistero dell’arsenale di armi nucleari a disposizione della Russia. All’iniziale minaccia di “conseguenze mai viste, per chi interferisce”, nel corso del conflitto si sono aggiunti nuovi ed inquietanti annunci che alludevano proprio alle armi nucleari. I continui avvertimenti alla NATO ma anche a due paesi vicini e neutrali come Finlandia e Svezia hanno riacceso lo spettro di un conflitto nucleare su scala globale. Una paura dimenticata che ha avuto, anche in Svizzera, fin da subito, degli effetti tangibili. I contatori Geiger sono andati a ruba. La domanda di alcune forniture di emergenza come le pastiglie di iodio necessarie per proteggersi dal cancro alla tiroide è improvvisamente raddoppiata.

Ecco perché fra le rassicurazioni giunte in questi giorni, riguardo al reale pericolo di una guerra nucleare, ci sono pure quelle dell’Ufficio federale della protezione della popolazione che ha diffuso giovedì un vademecum con tutte le informazioni utili, cercando così di rispondere al “grande numero di domande di cittadini in relazione all’intervento militare della Russia”. Tra i dati che dovrebbero tranquillizzarci c’è, per esempio, l’elevato numero di rifugi antiatomici presenti in Svizzera. La Svizzera è famosa per i suoi bunker pronti ad accogliere la popolazione nel caso di un conflitto nucleare.

Di rifugi sotterranei, pensati per proteggerci da eventuali radiazioni nucleari, se ne contano circa 365’000 e sono in grado di assicurare 9 milioni di posti letto, che vanno ben al di là del numero attuale della popolazione elvetica. Ma ad averne uno tutto suo c’è anche Vladimir Putin. Stando ad alcune indiscrezioni, avrebbe già trasferito tutta la famiglia in un bunker sui monti siberiani, in una città sotterranea voluta dal presidente russo proprio per sopravvivere a una guerra nucleare. Ma davvero avrebbe senso sopravvivere cercare di sopravvivere ad una guerra nucleare? 

Quale vita ci aspetterebbe su di un Pianeta contaminato dalle radiazioni nucleari?  Se davvero ci fosse una guerra con l’utilizzo di armi atomiche, un solo ordigno di medie dimensioni creerebbe un’esplosione tale da inglobare un’area del diametro di circa 20 chilometri. Nell’area più prossima al fungo atomico morirebbero quasi tutti subito e l’impatto sarebbe tale da radere al suolo quasi la totalità degli edifici tutt’attorno. A tutto ciò vanno aggiunti gli effetti della radioattività, che possono portare alla morte sia nel giro di poche ore, se le radiazioni accumulate sono elevate, oppure in alcune settimane se la radioattività a cui si è stati esposti è più bassa. In entrambi i casi la morte sarebbe una morte orribile.

Senza contare poi l’effetto a catena che una bomba atomica rischierebbe di scatenare. Gli effetti, a questo punto, sarebbero quasi inimmaginabili non solo per l’area geografica coinvolta, ma per l’intero mondo. Ci troveremmo di fronte ad un “inverno nucleare”. Si stima che l’uso anche di solo 50 bombe nucleari tra India e Pakistan darebbe vita a un inferno che ucciderebbe il 30% della popolazione mondiale negli anni a venire, mentre se Russia e Stati Uniti dovessero scatenare una guerra atomica, l’inverno nucleare che ne seguirebbe distruggerebbe la quasi totalità dell’umanità. Il mondo così come lo abbiamo conosciuto cesserebbe di esistere.

Ma che cos’è l’inverno nucleare? Sono le conseguenze dirette sul clima dovute al fumo radioattivo generato dall’esplosione di più bombe atomiche. Grandi quantità di questo fumo bloccherebbe i raggi solari per anni e allo stesso tempo distruggerebbe lo strato di ozono che protegge la Terra. Il blocco dei raggi solari causerebbe un abbassamento delle temperature di quasi 15 gradi e una riduzione delle precipitazioni. I due eventi combinati ucciderebbero quasi l’intera umanità, per via del clima avverso e delle carestie dovute alla mancanza di viveri e acqua. Inoltre, anche una volta che la nube di fumo si fosse dissolta, l’assenza di ozono ci impedirebbe di stare all’aria aperta, senza il rischio di ritrovarsi immediatamente ustionati. Insomma, anche se dovessimo sopravvivere a una guerra nucleare, non avremmo più una vera ragione per vivere. E, quindi, di cosa diavolo stiamo parlando?

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