Non aspettiamo che ne anneghino altri

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Dopo gli annegamenti dell’estate scorsa, Lugano, come richiesto da numerose parti, corre ai ripari. Perché anche un solo annegato è uno di troppo, perché morire in una giornata di sole con gli amici in spiaggia ad aspettarci, sembra una cosa triste e crudele.

Oddio, non è che morire sotto un bombardamento a Mariupol sia una cosa bella, ovvio, però è vero che subire la morte in un quadro idilliaco risulta, per la nostra psiche, più stridente e doloroso. E l’anno scorso i morti annegati, non solo nel Ceresio, sono stati molti. Troppi.

Ricordiamo che nel Lago di Lugano erano annegate due persone (alla foce del Cassarate) e una nella piscina comunale. Scrivevamo il luglio scorso:

“Ieri, due uomini sono affogati, uno nel Ceresio e uno nel Verbano, distribuendo così equamente questa angosciosa conta dei morti. Ogni anno sono una cinquantina i morti in Svizzera per annegamento e, il Ticino, coi suoi meravigliosi specchi d’acqua e coi suoi fiumi dalle acque smeraldine, spesso è sopra la media per la quantità dei decessi. E secondo le statistiche della Società di Salvataggio Svizzera l’annegamento è purtroppo la seconda causa di morte tra i bambini.” (leggi qui sotto)

Da molte parti si era chiesto non solo di informare, ma anche di istituire delle figura atte a monitorare la situazione.

E il 5 luglio, sempre del 2021, il Partito socialista di Lugano, depositava un’interpellanza per avere lumi su cosa il Municipio avesse intenzione di fare in proposito.

Ora sembra che il municipio di Lugano reagisca per tempo. La città si doterebbe di una nuova concezione legata alla sicurezza delle acque del lago. In campo ci sarà una comunicazione “forte”, per capirci una gestione shock delle informazioni legate all’escursione termica dell’acqua e al pericolo della foce soprattutto. Un modo di rivolgersi all’utenza di impatto e senza false ipocrisie. Certe pratiche sono pericolose, si può morire per cui state attenti. Una comunicazione a 360 gradi, che copra a livello informativo le scuole, i turisti e soprattutto i richiedenti l’asilo, che venendo da paesi lontani sono spesso vittime delle nostre acque non avendone familiarità.

L’unico dubbio è se basti la comunicazione, seppur a tappeto e pregnante. Ideale sarebbe stato, come dicevano alcuni, istituire la figura di un bagnino, perlomeno nei periodi critici estivi. Vedremo se l’azione del municipio servirà a ridurre il pericolo e le vittime, abbiamo già dovuto patire troppo con il Covid, per aggiungere ancora altri morti.

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