Non siamo mica nazisti!

Pubblicità

Di

“Non sono nazista, ai soldati leggo Kant” avrebbe asserito il comandante del famigerato battaglione neonazista “Azov”. Quanto poi i volontari dell’Azov abbiano voglia di sorbirsi un filosofo tedesco del ‘700 è un altro discorso.

Prendo questo siparietto come pretesto per parlare di nazismo. Ovvero, per sgomberare il campo da congetture campate in aria, storicamente inesatte e che si prestano a strumentalizzazioni. Ne avevamo già parlato in un recente articolo. (leggi qui sotto)

Una su tutte. La storia russa che si va a liberare l’Ucraina dal nazismo è una cazzata pazzesca. Gli ucraini sono nazisti come e quanto i russi. Tacciare di nazismo una nazione per un battaglione di scimmioni che inneggiano a Hitler e si tatuano le rune delle SS sulle chiappe è demenziale.

Anche perché allo stesso modo potremmo fare le pulci al battaglione Wagner, i mercenari al soldo di Putin, nati al seguito della guerra siriana. Wagner non a caso, visto che era il compositore preferito da Hitler oltre che antisemita.

Insomma, come se io chiamassi il mio battaglione “D’Annunzio”, asserendo che è solo un poeta italiano. O come se chiamassi il mio movimento politico Casa Pound, in memoria del poeta statunitense ammiratore di Mussolini,..ah esiste? pardon.

Ma vediamo i personaggi. Il comandante del secondo battaglione Azov, l’amante di Kant, è Dmytro Kuharchuck, di 31 anni. Non si definisce nazista, ma nazionalista Ucraino. Il perché legga a soldati Kant al posto del suo omologo ucraino vissuto nello stesso periodo Hryhorij Skovoroda è un mistero. Altro comandante è Denis Projipenko. Tra i fondatori storici è un Ex capo degli ultrà della Dinamo Kiev, con la guerra del Donbass, Projipenko si offre volontario nel 2014. Da allora è diventato un soldato professionista. Di certo il suo passato infastidisce le autorità di Kiev, visto che ogni informazione su di lui è sparita dai siti ucraini.

Dall’altra abbiamo il comandante della Wagner, mercenario, amico di Putin, un tizio con una faccia che non vorreste incontrare in un sottopassaggio a Besso e che ha davvero tatuate le rune delle SS (non sulle chiappe però).

Dmitry Utkin è un neonazista dichiarato, d’altronde anche difficile negarlo con certi tatuaggi impressi sulla clavicola. Ecco allora che a “denazificare” l’Ucraina, Putin manda un suo nazista, d’altronde lo si sa da una vita: il fuoco si combatte col fuoco. Paramilitare di 52 anni Utkin ha un passato nell’esercito. Nove anni fa si unisce al Corpo slavo gruppo paramilitare che combatte al fianco del presidente siriano Assad e nel 2014 ritorna in patria.

Poi la creazione del battaglione Wagner, che incorpora i reduci di quella guerra, soprattutto nazionalisti russi panslavi e neonazisti. Utkin è ritenuto dall’Unione europea. “”responsabile di gravi violazioni dei diritti umani commesse dal gruppo, che includono torture ed esecuzioni e uccisioni extragiudiziali, sommarie o arbitrarie”.

Dunque chi è peggio, gli Azov o i Wagner? Feccia entrambi, persone che purtroppo trovano la loro dimensione di vita solo in uno scontro e nella convinzione che la propria etnia abbia una specie di diritto divino alla supremazia. 

E Azov e Wagner si sono scontrati davvero, perlomeno in Crimea nel 2014. 

Ecco perché se vogliamo trovare delle scuse all’invasione russa troviamole pure, ma sgomberiamo il campo da questa pagliacciata del nazismo. Della presenza di nazisti, come dicevo ci sono prove in abbondanza in entrambe le fazioni. Ci sono in Europa, ci sono in casa nostra. Questo è un cancro che dovrebbe essere debellato a prescindere dalla guerra russo-ucraina, ma come sappiamo tutti, a volte i nazi ti fanno comodo, lo sanno bene i partiti “istituzionali” sovranisti, di destra o estrema destra, che flirtano volentieri con questa marmaglia. 

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

NO,GRAZIE!