Quando sei attaccato alla poltrona

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Le battute sui politici attaccati alla poltrona si sprecano. I “culi di pietra” come amiamo chiamarli noi, sono ben distribuiti in tutto l’arco parlamentare e non mancano in nessun paese.

Un gustoso “coup de theatre”, si è avuto al parlamento italiano nei giorni scorsi, dove Paola Taverna, senatrice dei 5 stelle, si è visibilmente alterata per un cambio di poltrona. 

Se però noi di solito, quando ci riferiamo alle poltrone, pensiamo metaforicamente a posti di potere. Per Taverna invece, la sua poltroncina rossa, in quel posto li, è proprio la sua. Leggiamo da repubblica:

“La storia è questa: il 15 marzo scorso agli eletti del Movimento 5 Stelle a Palazzo Madama – attualmente sono in 73 – arriva una comunicazione del direttivo del gruppo su Telegram. Si spiega che ci sarà una nuova disposizione in aula dei posti a sedere. Allegata c’è una cartina con le assegnazioni della poltroncina, una modifica fatta con l’intenzione di avvicinare i componenti delle stesse commissioni. Tra i vari cambiamenti di postazione c’è pure quello della vicepresidente vicaria del partito.”

Apriti o cielo. Non esiste! La Taverna tira in piedi un casino che la metà basta. Il suo posto è quello da quattro ani e col cavolo che glielo tolgono!

Un siparietto a quanto pare poco apprezzato anche dai suoi compagni di partito, che nel frattempo ubbidienti, si erano spostati. La Taverna invece no, strepita e picchia i piedi per terra e alla fine riesce a mantenere il suo posto.

Ora, a me non interessa se la Taverna sia una politica di lungo corso o una cittadina prestata alla politica, come probabilmente si definisce lei. A urtarmi è l’arroganza del potere, che sembra già e ben inoculata sotto la pelle della senatrice. Quell’arroganza che fa dire ai deputati fermati dai vigili per una multa il famoso. “lei non sa chi sono io!”. 

Certo che lo so, ma proprio tu 5 stelle, che hai fatto della vicinanza col popolo e dell’onestà il tuo viatico, dovresti avere l’umiltà di ricordarti che sei un servitrice dello stato e dei cittadini, e non la proprietaria di Montecitorio. Per cui bella, se ti devi spostare (e un motivo voglio sperare ci sia) ti sposti. Soprattutto se, come in effetti era accaduto, lo spostamento era di una postazione in laterale a sinistra, cioè, mica passavi dall’emiciclo destro a quello sinistro o viceversa. 

Un attaccamento alla poltrona che ai più, e anche a noi, sembra davvero ridicolo e anche un po’ patetico. A meno che Paola Taverna, negli interstizi della poltrona, non ci abbia nascosto gli M&M’s che si si sgranocchia di nascosto durante le sedute e senza i quali cade in immediata depressione…

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