Silvio e il (quasi) matrimonio

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Una roba fatta un po’ così. Si tratta del non matrimonio di Silvio Berlusconi. Non celebratosi pochi giorni fa. O celebratosi, ma per finta. Così per scherzo. Finto, forse, ma intanto il lieto evento si è festeggiato eccome. Con una cerimonia organizzata per la gioia di pochi intimi. E sul web non sono mancati neppure i video del matrimonio simbolico di sabato scorso a Villa Gernetto. Nelle immagini nonno Silvio e Marta Fascina, deputata di Forza Italia dal 2018 e neo-sposa trentaduenne convolata a quasi nozze con l’ormai ottantacinquenne caimano. Una cerimonia simbolica organizzata come un matrimonio vero e proprio, con tanto di abito bianco, fiori, scambio delle fedi e torta nuziale ma senza alcun valore civile o giuridico.   

Accanto ai festeggiati, il fratello di Berlusconi, Paolo, e i compagni di merende di tutta una vita: Fedele Confalonieri, Gianni Letta, Marcello Dell’Utri, Vittorio Sgarbi e Adriano Galliani. Tra le assenze, però, va segnalata quella del figlio Pier Silvio, amministratore delegato di Mediaset. Lui non c’era. A quanto pare Pier Silvio preferisce tenersi lontano da eventi troppo affollati per paura del contagio da Covid. O forse, suggeriscono i maligni, di fronte all’ennesima pagliacciata del padre, stavolta, ha semplicemente deciso di non assecondarlo. Non per questa fiction.

Berlusconi ha ormai un’età che non lo aiuta. In molti sono convinti del fatto che se fosse stato eletto presidente della Repubblica, non avrebbe comunque avuto le forze e il fisico per adempiere a quel compito. Gli acciacchi sono molti e coloro che sono ancora disposti a dargli retta sono rimasti i soliti tre. Anche in questa occasione. Quella della “promessa d’amore” fra Marta e Silvio che hanno più di cinquant’anni d’età di differenza. Così, più che sembrare un bell’esempio di come l’amore riesca a superare anche la barriera dell’età, quest’episodio sembra il perfetto epilogo della carriera (e della tragedia) di un uomo ridicolo.

Di un giullare che, del suo essere costantemente sopra le righe, ne ha fatto una caratteristica politica che è stata perfino vincente. Le cose che Berlusconi è riuscito a dire e a fare sono ormai oggetto di studio. Gli episodi in cui si è distinto per la sua cafonaggine sono parecchi. Dal rimprovero della regina Elisabetta alle parole di elogio a Vladimir Putin definito come un “dono del Signore”, meritevole del “Nobel per la Pace”, il “miglior statista” su piazza. Berlusconi non si è mai risparmiato. Né è mai stato l’uomo del compromesso. Ma ha fatto della polarizzazione dello scontro politico il suo cavallo di battaglia. O con me, oppure contro.

E il “modello Berlusconi” è stato copiato da molti, a partire da Donald Trump. Eppure è stato lui, Silvio, ad aprire la strada a una certa destra populista e affarista. E lo ha fatto sfoderando tutta una serie di colpi di scena studiati ad arte, manco si trattasse di uno show del sabato sera. La spacconaggine che lo ha contraddistinto fin dall’inizio ha ormai raggiunto livello tali che l’unico vero avversario, politico e non, con cui oggi Berlusconi deve fare davvero i conti e combattere è ormai uno solo. Il Tristo Mietitore. Una morte con la quale, lo sa anche lui, non potrà averla vinta. Sebbene i tentativi per farla franca non manchino.  

Ultimo in ordine di tempo è proprio il suo quasi matrimonio durante il quale, al momento della foto attorno alla torta, ha voluto che vi fosse anche il suo delfino, colui che ha definito come “l’unico leader vero che c’è in Italia”, ovvero Matteo Salvini. Lo ammiro perché è una persona sincera, ha aggiunto Silvio, mentre Matteo ribatteva con un “Forza Milan!”. Ovviamente lo spettacolo, oltre all’elogio a Salvini, ha visto l’ex-premier cimentarsi con le immancabili canzoni francesi a lui tanto care, accompagnato dall’amico Confalonieri al pianoforte, e, ciliegina sulla torta, l’esibizione di Gigi D’Alessio che per l’occasione ha cantato ‘O surdato ‘nnammurato

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