Ucraina, la guerra dei barattoli

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Albert Einstein diceva: “Non so con quali armi si combatterà la terza guerra mondiale, ma la quarta sì: con bastoni e pietre”. Già. Ma come si combattono le guerre? Con quali armi? Dipende. Per esempio dal nemico che hai di fronte. Se si tratta di un drone potrebbe essere sufficiente un barattolo. Infatti una donna ucraina ne avrebbe abbattuto uno tirandogli contro un barattolo di pomodori e prugne. Quella che ha tutta l’aria d’essere una fake news, in realtà sarebbe una notizia vera. Ma, anche se non lo fosse, ci racconta parecchio dello spirito di chi e con cui si sta combattendo la guerra in Ucraina.  

Ad aver fatto da sponda a questa notizia è stata Liubov Tsybulska, consulente del governo ucraino, che su Twitter ha condiviso la storia di Elena, una donna di Kiev, una commessa che avrebbe neutralizzato un drone russo usando come arma un barattolo da un litro di quelli che si usano per le marmellate o per conservare i sottaceti. Un episodio quantomeno singolare che illustra perfettamente l’eroismo delle donne ucraine in questi giorni. Un coraggio, specchio dello spirito combattivo che le anima.

Elena, lei, fa la commessa in un negozietto che vende prodotti per la casa, soprattutto saponi e detersivi. E ha raccontato che era seduta sul balcone, quando ha visto uno strano oggetto avvicinarsi. All’inizio pensava fosse un corvo, ma dal ronzio prodotto ha capito quasi subito che non si trattava di un uccello. Impaurita dall’idea che il drone cominciasse a sparare nella sua direzione, Elena ha fatto suo il primo oggetto che le è capitato a tiro dopodiché lo ha lanciato colpendo in pieno il drone. 

Questo suo gesto, la sua reazione ci raccontano di come le donne, ma più in generale una grossa fetta della popolazione ucraina abbia deciso di non arrendersi di fronte all’esercito russo e all’invasione. Una resistenza che si ritrova un po’ ovunque, dai villaggi alle grandi città. E forse è proprio per questa ragione che alcune fonti parlano di addirittura un quarto dell’arsenale militare russo già andato completamente distrutto. Anche a colpi di barattolo.

Tra i due eserciti, la differenza è parsa fin da subito schiacciante sia per unità di terra che per mezzi militari in favore dei russi. Eppure, l’esercito ucraino, continua nella sua battaglia di resistenza. Ad aver giocato contro i russi c’è poi il freddo. A poche decine di chilometri da Kiev, ci sono intere colonne di carri armati pieni di soldati russi, molti di loro poco più che ventenni, finiti a combattere questa guerra solo perché costretti a farlo. Soldati stipati in carri armati che, senza carburante e a meno 20 gradi, diventano dei veri e propri congelatori. Delle bare di ghiaccio.  

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