A casa loro!

Pubblicità

Di

Nelle prossime settimane, un numero imprecisato di immigrati nel Regno Unito sarà spedito in Ruanda. Questo accadrà in seno a un progetto governativo che ha come obbiettivo “distruggere il modello di business dei contrabbandieri di esseri umani” rendendo poco allettante la prospettiva di spostarsi in Inghilterra.  L’idea è stata definita “agghiacciante” da praticamente ogni area della politica inglese.

Secondo Johnson, l’accordo raggiunto con il Ruanda fornisce una “via sicura per migranti e rifugiati”. Ha anche aggiunto che il piano potrebbe essere eseguito “senza dover inaugurare nuove leggi , potrebbe essere implementato in base a convenzioni già vigenti”.

La risposta è stata fortemente contrastata da tutti i fronti. Oltre 160 tra organizzazioni di beneficenza e gruppi politici minori hanno firmato una lettera aperta che definisce il progetto “vergognosamente crudele”. I Liberal-Democratici hanno commentato dicendo che il governo sta “sbattendo la porta in faccia a persone bisognose”. Persino i sovranisti pro-brexit del partito UKIP (United Kingdom Independence Party) hanno parlato del progetto chiamandolo “a malapena una soluzione a breve termine”.

Ma la condanna più dura arriva dal partito laburista: il leader socialista Sir Keir Starmer ha affermato che il primo ministro non sta facendo altro che “distrarre la popolazione dallo scandalo partygate (legato a numerose feste private organizzate da Johnson e soci mentre il resto del paese era in lockdown)” tramite un progetto “disfunzionale, eticamente inaccettabile e disumano”.

Sostenitori del progetto come il parlamentare Andrew Griffith lo difendono citando la crescita nel numero di immigrati, soprattutto uomini single, che giungono alle spiagge inglesi. Sempre Griffith suggerisce anche che sia una soluzione economica rispetto all’accoglienza. Concetto  ampiamente superato dall’esperienza australiana in seguito a una trovata simile, dove la ricollocazione di poco meno di 300 immigrati, costò allo stato circa 1.9 milioni di sterline l’uno. 

Inoltre, Steve Valdez-Symonds, direttore dell’ufficio per i diritti di rifugiati e immigrati della sezione inglese di Amnesty international solleva una questione molto importante: giusto un anno fa, il governo inglese aveva denunciato quello ruandese all’ONU citando “gravi e continue restrizioni alle libertà civili e politiche della popolazione e un record vergognoso per quanto riguarda i diritti umani”. Ora si parla invece di un paese “sicuro, in rapido sviluppo e che tiene ai diritti umani tanto quanto ogni altra nazione”.

Data la condanna praticamente unanime della scena politica inglese, l’ipotesi della distrazione di massa prende sempre più forza. Alcuni esperti legali hanno anche affermato che in realtà non esistono le condizioni legali per rispedire indietro le persone mandandole in un paese scelto in modo del tutto arbitrario. 

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

NO,GRAZIE!