A ridaje con la bandiera europea!

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Un’informazione ad uso degli ottusi: Il Consiglio d’Europa, non è la comunità europea. Sono due cose differenti, come la Nato e dell’Unicef, come le banane e i manghi. 

A rappresentarli, la stessa bandiera, il che crea pruriti alle destre nostrane, che devono essere antieuropeiste per vocazione e per obbligo. Ne scrive La regione nella sua formica rossa, un trafiletto che per consuetudine è mordace e polemico. Noi ne avevamo parlato diverse volte, perché effettivamente ad ogni ricorrenza, c’è qualche merlo che si mette a gracchiare. Ah…i merli non gracchiano? È vero, sono neri come i corvi ma sono due cose diverse…capito l’antifona?  

Alla regione, anche loro stufi di annuali lagne in concomitanza col 5 maggio, redigono una formica rossa, che come ogni anno non servirà a nulla. Ma leggiamo:

“Qualcuno si accorge che è arrivata la primavera per via delle rondini, qualcun altro per le allergie ai pollini. Qui al giornale ce ne accorgiamo perché sbocciano le immancanbili interrogazioni sull’esposizione della bandiera “dell’Unione europea”il 5 maggio. Ogni anno – tetragoni alle spiegazioni di quelli precedenti, al punto da far sosppettare qualche durezza di comprendonio – espnenti di Lega, UDC, UdF & co. Scrivono a municipi e autorità cantonali per dire che insomma, quella bandiera in Ticino proprio no. E ogni anno, sindaci e consiglieri – ne immaginiamo sbuffi e sbadigli – devono prendere carta e penna per spiegare che quella benedetta bandiera il 5 maggio non celebra l’UE, ma il Consiglio d’Europa, del quale la Svizzera fa parte dal lontano 1963. Una ricerca d’archivio ci ha permesso di datare le prime risposte sul tema al 1998, ma alcuni archeologi segnalano tracce di inerrogazioni simili risalenti al paleolitico inferiore. Eppure certuni insistono. Sarà che in primavera siamo tutti ujn po’ storditi:”

Storditi e anche ignoranti. Perché non ci stanchiamo di dirlo, il Consiglio d’Europa è (e copiamo biecamente da wikipedia, cosa che potrebbero fare anche i compari legaiol-UDC):

“…è un’organizzazione internazionale il cui scopo è promuovere la democrazia, i diritti umani, l’identità culturale europea e la ricerca di soluzioni ai problemi sociali in Europa: fu fondato il 5 maggio 1949 con il trattato di Londra, conta oggi 46 Stati membri e la sua sede istituzionale è a Strasburgo, in Francia, nel Palazzo d’Europa.

Lo scopo della sua istituzione nel 1949 era quello di evitare che le atrocità della seconda guerra mondiale si ripetessero; il Consiglio d’Europa esercita la funzione di conseguire questo scopo, intervenendo sul rispetto dei diritti umani, la democrazia e lo Stato di diritto. Il 17 ottobre 1989 gli è stato riconosciuto lo status di osservatore dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite.”

Cioè, capite? Il Consiglio d’Europa è osservatore all’Assemblea delle Nazioni Unite, non è uno stato. Ha una bella bandierina blu con le stelle, probabilmente per la poca fantasia di alcuni burocrati, ma non è l’Unione europea, e se lo ripeto ancora una volta, divento io blu a stelline gialle. (leggi qui sotto)

In questo articolo, ce la prendevamo con Boris Bignasca, capofila dei facinorosi anti-UE e anti bandiare, e scrivevamo:

“…Boris, tra l’altro – giusto per far penetrare il concetto in profondità – Ciad e Romania hanno la bandiera uguale, così come Haiti e Liechtenstein, o Indonesia e Principato di Monaco, per non parlare di quei poveracci di Iraq, Egitto e Yemen che non si raccapezzano con tre bandiere praticamente uguali. Per cui, se vedrai sventolare la bandiera blu gialla e rossa in Ciad, non è lì per commemorare la giornata nazionale Rumena, ma il proprio paese. Facile no?”

O forse non è così facile, anche perché come ogni anno c’è chi coi marcia noiosamente facendo, come dice giustamente la formica rossa, sbuffare sindaci e amministrazioni, am anche noi.

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