Andrea, il treeclimber

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Che cos’è un treeclimber? Tradotto letteralmente dall’inglese sarebbe uno scalatore di alberi. Andrea Maroè, friulano di nascita e genovese d’adozione, è uno di loro. Ma se gli chiedete come ama essere definito, lui vi dirà che è un “esploratore di chiome”. Che suona sicuramente meglio di treeclimber. Nella vita ha scelto di fare questo. Di scalare i giganti silenziosi che popolano le foreste della Terra. C’è chi l’adrenalina la sente salire mentre fa andare braccia, gambe e cervello e decide di scalare un albero e chi invece magari mentre scrive e prova a raccontare la sua storia come sto facendo io. Le vie del piacere sono infinite proprio come quelle del Signore. 

Ciò che Andrea ha deciso di fare è senza dubbio ambizioso. Qual è il suo obiettivo? Facile. Trascorrere quattro mesi in Sudamerica cercando di scalare alcuni tra gli alberi più alti del mondo. I colossi che popolano la foresta amazzonica. “Non so spiegare, sarà una droga credo, in fondo le sostanze stupefacenti sono quasi tutte di origine vegetale” dice lui per giustificare questa sua irrefrenabile voglia di osservare il mondo da un centinaio di metri da terra. A volte è davvero solo il bisogno di vedere le cose da un’altra prospettiva che ci porta a compiere esplorazioni che per i più potrebbero sembrare un azzardo. Eppure Andrea una spiegazione ce l’ha: “Ci sono posti dove sai di essere stato il primo a mettere piede, e sai che dopo di te non ci verrà più nessuno”

Ma, qual è il senso di passare la vita in cima a un albero? Forse andrebbe chiesto al giovane Barone Cosimo Piovasco di Rondò, protagonista del romanzo di Italo Calvino “Il Barone rampante” che a un certo punto della sua via decide di salire su di un albero e di non scendere più. Ma se la stessa domanda la ponete ad Andrea lui vi risponderà serafico: “Si sale per conoscere, per esplorare, per misurare. Calcolare l’altezza media delle foreste serve a stimarne la produzione di ossigeno. Cinque metri in più o in meno, su scala globale, fanno una differenza sostanziale”. Ed è proprio su questi dati che si poggiano le politiche ambientali dei governi di mezzo mondo. 

Proprio così, se non ci fosse lui, Andrea Maroè a farlo, noi, con tutta la nostra tecnologia non saremmo in grado. Perù, Venezuela, Ecuador e forse anche Brasile. Queste le tappe di un viaggio alla ricerca di queste creature maestose, senza le quali non saremmo in grado di fare granché, soprattutto perché l’ossigeno di cui ci nutriamo sono proprio loro a fornircelo. Così, trovarsi di fronte a questi tronchi millenari, di alberi tra i più antichi al mondo, dev’essere un’emozione unica e indescrivibile. La stessa che si legge sul volto di chi ha deciso di farsi paladino di un esercito pacifico che di fronte alle barbarie di noi piccoli uomini senza nessuna pietà, se ne rimane lì a osservarci dall’alto in basso, ma senza per questo giudicarci.  

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