La Tour Eiffel del 1889 e il crollo del 1969

Pubblicità

Di

Il 31 marzo è ricorso l’anniversario dell’inaugurazione di uno dei monumenti più amati e visitati nel mondo: il maestoso e pur sempre discusso gigante della Tour Eiffel ,sbucata nel 1889 in una brulicante Parigi attraversata dai brividi dell’Expo Universale.

Figlia di 7300 tonnellate di ferro vitaminizzato con l’innovativa tecnica del “pudellaggio”*, certificò la sua straordinaria nascita attorno alle 13 e 30, quando l’ingegnere Gustave Eiffel fece issare sulla sua punta il tricolore francese, prima di andare a pranzare davanti a 36 escargots santificate con lo champagne.

Lo stravagante titano fu aperto al pubblico il 15 maggio e nella prima settimana si registrarono trecentomila visitatori, attratti da quella inusuale scalata in originalissima espansione verticale , una arrampicata su una entità eccentrica da molti ribattezzata “La Dame de fer” , una  dama all’invero pure fieramente osteggiata.

La Belle Epoque, bella proprio per la sua esuberante voglia di esternazioni, cominciò a forgiare creativi e discutibili termini spregiativi e nacque perfino un comitato con il preciso intento di criticare ,sbeffeggiare e demolire , perlomeno a parole, quel “pacchiano sgorbio” rigurgitato sull’ineguagliabile armonia della raffinata Parigi.

La sfilza dei soprannomi urticanti  e corrosivi  cominciò ad allungarsi come le gambe delle inarrivabili ballerine del Moulin Rouge: giraffa, supposta bucata, lampadario tragico e carcassa.

Sino all’inqualificabile “prostituta che apre le gambe”.

Eppure la metallica paripatetica entrò nel tempo, languida e irrinunciabie, nei cuori dei francesi e dei cittadini del mondo, convertendosi in un simbolo di unica e romantica attrazione.

Per quanto concerne le vicende del mio casato, resterà storica la data del 31 marzo 1969 quando nel tinello di mia nonna materna capitò un patatrac di indicibili proporzioni. 

Alla gatta Lea, presumibilmente innervosità dalla crescente overdose di oggetti kitsch tenuti in bella mostra su un mobile in noce sovrastato da una decina di centrini di pizzo Cantù , saltò il ghiribizzo di inscenare una sorta di miagolante corrida.

Fu una effettiva felina rivolta, ispirata da una inconscia fibrillazione etico-estetica. Il folklore venne scompaginato di brutto ma se fra i cento souvenir si salvarono la gondola veneziana, le sfere di neve, il carillon del Canton Zugo e la Sirenetta di Copenahage , la magica e lucidatissima Tour Eiffel visse un tracollo squinternato, frantumandosi a terra.

Era il 31 marzo e lo sbaorditivo fascino della Parigi che svetta evaporò in un amen, ottanta anni dopo la celebrazione del suo primo vagito.  

*Il puddellaggio è il trattamento siderurgico di ossigenazione di carbonio, manganese, silicio e fosforo e rimescolamento a cui viene sottoposta, in appositi forni, la ghisa per ottenere un materiale con maggiore duttilità e malleabilità, che viene allora chiamato acciaio.

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

NO,GRAZIE!