Negazionismo seriale, cavoli e cicogne

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Una volta per tutte – e che sia davvero l’ultima  – piantiamola di sparare fregnacciate circa la dinamica delle nascite dei bambini: non se ne può più davvero delle leggende metropolitane che favoleggiano i laidi incontri fra mamme e papà sotto le lenzuola e delle pisquanate che ipotizzano scorrerie di spermatozoi falsamente documentate dalla distorta malafede di chi sostiene che siano reali i pancioni delle donne incinte che devono partorire: una bella lippa! Storielle per inidonei con sottrazione neuronica!

Alla gogna i taroccatissimi video dei tagli cesarei che oltre il Rubicone, per la miseriaccia, non esistono comprovati teoremi di fecondazioni spiegate con vezzo scientifico, senza un mezzo appiglio ragionevomente logico.

Se i bebè si concretizzano in una certa maniera ci sarà pure un perché, per le mille verità strapazzate e per tutte le panzane che trafiggono il mondo.

È giunta l’ora delle riconcezioni riassodate che finalmente sradichino il coacervo delle idiozie storicamente omologate ad uso dei creduloni, degli scemotti che respirano tossicità informative a prescindere, nella perpetua scissione della loro mezza massa cerebrale. 

E chi legge abbia il buon gusto di cestinare, sminuzzando con pignoleria, certe affermazione da dinamitardi, tipo “Il negazionismo cominciò col negare alcuni fatti dopo che erano successi. Oggigiorno il negazionismo nega i fatti mentre succedono. Di questo passo , la sua prossima frontiera sarà negare i fatti prima che accadano”.

Tutta fuffa quella sparacchiata sul negazionismo preventivo, ovviamente temuto dalle patetiche schiere che riconfermano quotidianamente la riedizione della regola della mosca cocchiera.   

Per tornare negli ambiti della dimostrata autenticità e della riscontrata plausibilità, ci piace riportare le ultime risultanze concernenti le effettive dinamiche delle nascite di femminucce e maschietti, nella speranza che queste nuove energie vitali non caschino poi nelle batterie da polli delle convenzioni e delle false convinzioni.

Dall’ultimo manuale delle verifiche riverificate, resta riconfermato il postulato che i primi vagiti si registrano di norma sotto i cavoli –  in particolare fra il fogliame del cappuccio verde-  e negli alvei dei nidi di cicogna europea, parzialmente transfrontaliera e abilitata infermiera.

Recentissime e sorprendenti novità emergono dagli studi eseguiti per sconfessare la bufala del parto vaginale: sono stati rinvenuti neonati sotto un certo numero di cappelli di paglia di Firenze, una volta verificata l’esistenza della città alla faccia dei panni in Arno .

Sporadici quanto eclatanti casi, seppure ancora avvolti nell’ufficiosità, rivelano il ritrovamento di neonate nelle benne dei bulldozer di colore giallo, una volta documentata l’attendibilità del colore giallo, alla faccia degli altri colori. 

A malincuore , chiudiamo con una considerazione del sociologo Keith Kan -Harris , ottemperando alla regola delle pari opportunità di erudizione: “La negazione è un processo individuale che rimanda al rifiuto psicologico di accettare come vero un fatto assodato. E’ una specie di processo di rimozione che ricorda il tentativo di ignorare  una verità scomoda il più a lungo possibile. Il negazionismo, invece, non si limita a rimuovere la realtà ma ne costruisce una alternativa.”  

Fra cappelli di paglia e benne, comunque, pare che si stia rigenerando un impulso alla natalità.

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