Pink Floyd e la Bella ciao ucraina

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Erano passati 28 anni dall’ultima volta. E c’è purtroppo voluta una guerra per sentire riecheggiare le note di una nuova canzone dei Pink Floyd. Il brano, reso pubblico la scorsa settimana, s’intitola “Hey Hey Rise Up” ed è stato inciso per raccogliere fondi a sostegno dell’Ucraina. L’idea è partita da David Gilmour, la cui nuora è ucraina, così come, per metà, lo sono anche i nipoti del chitarrista. A ispirarlo è stato Andriy Khlyvnyuk, il leader di una delle più celebri rock band ucraine, i Boombox. A cantare questa “Bella ciao” ucraina è lui, Andriy, che su Instagram aveva postato la canzone di protesta da cui è partito tutto.

Andriy Khlyvnyuk ha cancellato il tour negli Stati Uniti per tornare a combattere contro i russi, al fianco dell’esercito ucraino. “Indiani di un’altra tribù sono venuti a casa nostra per prendere la nostra terra e le nostre donne, li uccideremo e ricominceremo con la nostra vita di prima”, ha detto per spiegare la ragione di questo suo inatteso rientro a casa. Insieme a lui, anche il resto della band. La bassista oggi cucina in un rifugio per gli sfollati, il chitarrista è un volontario e il batterista fa parte delle forze di difesa. 

Andriy è in Piazza Santa Sofia a Kiev quando, malgrado il pericolo dei bombardamenti, si filma con il cellulare. Intona “Viburno rosso in un prato”, inno dei fucilieri dell’esercito regolare ucraino che si formò nel 1917 dopo la caduta dello zar, pronto a combattere contro il nuovo esercito bolscevico. Quell’inno è diventato virale sui social. Ad ascoltarlo c’era pure Gilmour che ha subito contattato il resto della band: Nick Mason, Guy Pratt e Nitin Sawhney, organizzando con loro una sessione di registrazione.

“È stato molto difficile e frustrante vedere questo attacco folle e ingiusto da parte di una grande potenza a una nazione indipendente, pacifica e democratica”, ha dal canto suo dichiarato Gilmour a proposito dell’invasione russa dell’Ucraina. E così malgrado l’età, la morte del tastierista Richard Wright, i Pink Floyd rimasti (Roger Waters escluso) si sono rimboccati le maniche e hanno inciso una canzone che include la musica e la parte vocale originale di Andriy. E su quella hanno aggiunto la magia dei Pink Floyd. 

Ovviamente, come sempre succede in questi casi, c’è chi ha storto il naso mettendo in dubbio l’operazione, a partire dal fatto che si possa davvero considerare un pezzo all’altezza dei Pink Floyd, visto e considerato che dei membri originali della band sono rimasti soltanto il batterista e il chitarrista. Intanto però la band, nello schierarsi, ha anche deciso di rimuovere tutta la propria musica dalle piattaforme digitali russe e bielorusse. Non sembra invece averlo fatto Waters. E chi se ne frega se la canzone non è all’altezza delle precedenti. Di sicuro lo è la presa di posizione e lo schierarsi contro l’aggressore al fianco dell’Ucraina. Ehi, ehi alzati! Te lo dicono i Pink Floyd. 

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